Oltre 21 milioni di euro. A tanto ammonta la massa passiva definita nelle scorse settimane dall'organismo straordinario di liquidazione del Comune di Ardea, che ha quantificato i debiti dell'ente nei confronti dei creditori. Un passivo che, grazie alle transazioni ipotizzate dallo stesso organismo di liquidazione - nella misura media del 50% per ogni creditore, ndr -, si abbasserà a poco meno di tredici milioni, con questa cifra che sarà messa a disposizione dal Comune dopo la ricognizione del fondo cassa al 31 dicembre 2017 effettuata dai competenti uffici.

Facciamo chiarezza.

L'ipotesi dei liquidatori
Lo scorso 4 ottobre, i tre liquidatori dell'ente - ossia Maurizio Alicandro, Michele Maria Falco e Teresa Lanzeri - hanno deliberato la quantificazione della massa passiva dell'ente, proponendo alla Giunta guidata dal sindaco Mario Savarese, «ritenendola valida anche in base ai principi di economicità, efficienza ed efficacia», l'adozione della modalità semplificata di liquidazione, ossia il regime che ipotizza come il Comune si possa impegnare «a individuare le risorse necessarie alla liquidazione, per la copertura di almeno il 50% dei debiti».
La massa passiva, con la medesima delibera dell'organismo di liquidazione, è stata quantificata dopo aver acquisito 381 istanze di ammissione da parte dei creditori e dopo aver effettuato un primo esame sulle stesse, azione che ha consentito di escludere circa 340mila euro di soldi non dovuti.

Di conseguenza, i debiti dell'ente al 31 dicembre 2017 sono stati quantificati in 21.324.219,36 euro, cui vanno aggiunti gli oneri della liquidazione quantificati in 257.000 euro, per un totale complessivo di 21.581.219,36 euro.
La cifra in questione, al momento delle liquidazioni, dovrebbe ridursi circa alla metà: i liquidatori, infatti, «hanno ritenuto equo proporre accordi transattivi nella misura media del 50% del credito vantato». La somma da liquidare, dunque, arriverebbe a 12.738.373,53 euro.

L'ok della Giunta
Lo scorso 31 dicembre, quindi, Mario Savarese e i suoi assessori hanno deciso di approvare la proposta dei liquidatori.

Come farà, però, l'ente a mettere a disposizione dell'organismo straordinario quegli oltre 12 milioni di euro?

È presto detto. Sempre nel giorno di San Silvestro del 2019, il dirigente del settore Economico ha definito il fondo cassa al 31 dicembre 2017, fissando l'importo in 13.593.931,80, interamente messo a disposizione dei liquidatori.

Da cosa è composto questo fondo cassa e, soprattutto, come è possibile che l'ente possa disporre di così tanti soldi pur avendo dichiarato il dissesto economico-finanziario?

Ecco il perché.

Le ragioni del «tesoretto»
Al momento della dichiarazione del dissesto, ovviamente, gli uffici dell'ente non potevano avere certezza che, nel corso degli anni, le risorse sarebbero state disponibili. Di conseguenza, è stato necessario effettuare una ricognizione sul passato, anche alla luce delle somme incassate dal primo gennaio 2018 in avanti. Il fondo cassa, infatti, è costituito da otto milioni di euro di fondi "liberi" al 31 dicembre 2017, da quasi tre milioni di fondi vincolati, da poco più di 100mila euro di incassi al 31 dicembre scorso per somme di competenza dei liquidatori, di oltre tre milioni di pagamenti effettuati sui residui passivi e di circa mezzo milione di euro introitati sui residui attivi.

Insomma, un vero e proprio "tesoretto" postumo che consentirà ai liquidatori di poter pagare la metà del dovuto - visti gli accordi transattivi che saranno proposti - ai diversi creditori del Comune.