Il Comune di San Felice Circeo noleggia un'auto di rappresentanza per quattro mesi e la riconsegna sporca e ammaccata: ora, dopo che la pratica si è trascinata per più di un anno, si arriva al riconoscimento di un debito fuori bilancio che ammonta a circa la metà del costo di "affitto". Se ne discuterà nell'assise che si riunirà giovedì alle 20.
È maggio del 2018 quando l'Ente, tramite mercato elettronico della pubblica amministrazione, si attiva per noleggiare un'auto «da utilizzarsi per la mobilità del sindaco e degli assessori della Giunta comunale per gli spostamenti di servizio inerenti il loro mandato». Il veicolo sarebbe arrivato a ottobre. L'Ente, ritenendo di non poter attendere, noleggia un altro veicolo per quattro mesi «al fine di assicurare gli adempimenti istituzionali e gli spostamenti di servizio inerenti il mandato degli organi politici e di quelli tecnici dell'Ente». Costo complessivo: tremila euro.
È quest'ultima la vettura per la quale ora il Consiglio comunale è chiamato a riconoscere un debito fuori bilancio da 1.533 euro. Impossibile rimandare se si vuole evitare un'azione giudiziaria col rischio di essere condannati a pagare pure interessi di mora e spese di lite. Ma perché l'Ente deve corrispondere queste somme?
Il Comune ha riconsegnato il veicolo con diverse ammaccature e con più chilometri percorsi rispetto a quelli previsti da contratto (che evidentemente non contemplava neppure la copertura dei danni). La società da cui aveva affittato l'auto, una Ford Focus, a novembre del 2018 aveva scritto agli uffici elencando le problematiche in questione. Per mesi, a quanto pare dal Comune non è arrivata alcuna risposta, perché nella proposta di delibera si cita solo una richiesta del 9 luglio 2019 con cui l'Ente ha chiesto il verbale dettagliato ed eventuali foto dei danni. Nella mail di risposta, la società ribadisce che non solo nel verbale venivano descritti i danni (tappetini, paraurti, fanalino e così via), «ma anche che la vettura è stata riconsegnata sporca» e allega anche delle foto. Confermata dunque la correttezza dell'addebito e ora al Comune, dopo un anno dalla richiesta, toccherà sborsare 1.500 euro riconoscendo il debito fuori bilancio.