Coriolano Caprara, per gli amici Gino, oggi compie 100 anni. Originario di Velletri, vive da sempre a Sabaudia. Il vicino di casa, per così dire, con alle spalle una vita incredibile, avventurosa, fatta di coraggio, sacrificio e amore. È lui infatti uno degli ultimi testimoni della prigionia dei soldati italiani nel Regno Unito, durante la Seconda Guerra Mondiale. Una prigionia che è stata per Coriolano "preziosa". Ce la racconta un suo parente con alcuni scritti. Coriolano viene catturato nel 1941 in Libia e viene destinato dall'esercito del Regno Unito alle isole Orcadi, in Scozia. Il governo britannico stava facendo costruire le "Barriere di Churchill" per proteggere la flotta britannica, e aveva bisogno di braccia forti. Coriolano si trovò tra i 600 prigionieri italiani catturati durante la campagna del Nord Africa e finì al Camp 34, isola di Burray. Una prigionia, la sua, fatta di studio dell'inglese, lavoro e conoscenze. Col passare del tempo, infatti, italiani e britannici sembravano dimenticare di essere avversari di una guerra, Gino e gli altri italiani diventano amici degli abitanti delle Orcadi, nascono storie d'amore, di amicizia, di solidarietà. «Nelle notti che si accorciavano nascevano storie d'amore, scappatelle nella primavera che addolciva il clima delle isole» si legge in un passaggio di chi ha raccolto i racconti di Coriolano. Ma l'impresa indimenticabile fu quella di contribuire alla costruzione di una bellissima Cappella, piena di affreschi, realizzata da un suo connazionale, Domenico Chiocchetti. Ancora oggi, ai piedi della chiesa c'è una bottiglia con tutti i nomi degli italiani nei campi, incluso quello di Coriolano. Più volte, nel corso degli anni, Gino è tornato su quell'Isola, lasciata nel 1943 e "dimenticata" per 40 anni. Gino credeva che quella Cappella fosse andata distrutta. E invece qualcuno l'ha preservata. L'amico Ciocchetti, dopo essere rimasto per completarla, è tornato più volte a restaurarla. E quello è rimasto, per lui, per tutti, un luogo del cuore. Indimenticabile, nonostante siano trascorsi tanti anni, vissuti magnificamente.