Via libera agli spostamenti nell'ambito del territorio regionale, nel proprio comune o nei comuni dove sono le unità da diporto per svolgere le attività di manutenzione. A patto, ovviamente, che vengano rispettate le norme imposte per contrastare la diffusione del coronavirus e comunque non più di una volta al giorno. Lo ha stabilito il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con un'ordinanza del 24 aprile, che consente anche la vendita delle calzature per bambini sia all'interno dei negozi specializzati in abbigliamento per bambini sia nei negozi di calzature per bambini.
Com'è noto, la precedente ordinanza del 15 aprile, a seguito del decreto del presidente del consiglio dei ministri del 10 aprile, aveva disposto la possibilità di accedere, «ai soggetti impegnati in comprovate attività di manutenzione e vigilanza nonché in attività di pulizia e sanificazione», negli stabilimenti balneari e nelle concessioni su demanio lacuale.
Adesso, in attesa di quelle che saranno le decisioni adottate a livello governativo per la fase che prenderà il via dal 4 maggio, dalla Regione Lazio è arrivata una nuova apertura. Anche perché il ministero dello Sviluppo Economico il 25 marzo aveva disposto l'esenzione dalla sospensione delle attività aventi codice ATECO afferente la "riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni da diporto". Pertanto, è stato ritenuto «opportuno consentire lo spostamento, nell'ambito del territorio regionale, all'interno del proprio comune o nei comuni dove sono i natanti o le unità da diporto di proprietà, - si legge nell'ordinanza – per lo svolgimento, per non più di una volta al giorno, delle sole attività di manutenzione, riparazione e sostituzione di parti necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene». A farlo, potranno essere l'armatore, il proprietario o il marinaio con regolare contratto di lavoro. Ovviamente i rimessaggi e le marine che hanno in deposito le imbarcazioni, per quanto riguarda le aree di manutenzione, devono osservare l'obbligo di rispetto delle normative di settore e di ogni altra misura finalizzata alla tutela dal contagio, «avendo anche cura di interdire l'accesso ai non addetti ai lavori».