Un anno fa la corsa alle ordinanze plastic-free. Oggi, il monouso che diventa obbligatorio e si direbbe fondamentale per tutte le attività commerciali di somministrazione. Il Covid-19 stravolge anche le "rivoluzioni" ambientali che erano in corso nei centri pontini. Città come Fondi e Sperlonga, già dallo scorso anno avevano adottato atti che vietavano la vendita di prodotti confezionati con plastiche monouso che non fossero biodegradabili, cui si aggiungevano casette dell'acqua, dispenser, erogatori a più non posso.

Tutto da rifare. O quasi. Con il contagio non si scherza, il virus resta sulle superfici, e allora, ci si riorganizza. L'amministrazione del Comune di Terracina proprio ieri ha deciso di sospendere l'ordinanza plastic-free che sarebbe entrata in vigore il 15 giugno. Se ne riparlerà il 31 dicembre, salvo proroghe. Non si tratta di rinnegare la sostenibilità ambientale, dice il sindaco Roberta Tintari ma di «evitare un aggravio dell'ingente danno economico che le imprese stanno già patendo». Le fa eco l'assessore all'Ambiente Emanuela Zappone: «L'obiettivo di una città Plastic Free rimane strategico» ma «oggi viviamo un'emergenza terribile che sta desertificando uno dei principali elementi del tessuto economico cittadino» e «consentire lo smaltimento delle scorte di magazzino, non appena si potrà riaprire tutto, rappresenta un sostegno per le attività».

A Terracina il freno è stato tirato prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza. A Fondi, invece, come pure a Sperlonga, l'ordinanza è vigente già da un anno. E l'assessore all'Ambiente Roberta Muccitelli, sentita da Latina Oggi, non nasconde che una riflessione sulla materia sia già in corso nella giunta. «Stiamo ragionando sulla situazione, e ascoltando gli operatori - dice - Se c'è chi, magari, ha scorte di materiale biodegradabile dell'anno scorso, continuerà ad utilizzarlo ma immagino che per gli stabilimenti balneari non sia così. Ad ogni modo, di fronte a una situazione straordinaria in cui le imprese pagano un prezzo altissimo, se servirà una sospensione dell'ordinanza, la faremo». Per ora si attende il 18 maggio, aggiunge Muccitelli «quando dovrebbero arrivare indicazioni più precise sulle attività estive: poi decideremo. C'è comunque la raccolta differenziata a garantire che la plastica venga riciclata».
Il monouso per stabilimenti balneari, campeggi, ma anche per i bar e le attività di ristorazione, potrebbe diventare l'unica soluzione per lavorare in sicurezza. A Sperlonga, dove pure l'ordinanza Plastic free è in vigore dallo scorso anno, primo centro rivierasco ad adottarla, il dibattito non c'è, almeno a leggere l'ordinanza pubblicata il 4 maggio per regolare gli orari di apertura degli esercizi commerciali nella "fase 2". Il Comune autorizza le attività a «vendere per asporto, fermo restando il rispetto dell'ordinanza n. 18 del 07-03-2019 meglio conosciuta come "plastic-free"». A Sperlonga, insomma, nessun passo indietro.