Tutto dissequestrato e restituito. I giudici del Tribunale del Riesame hanno accolto il ricorso presentato da uno degli indagati dell'operazione Home Banking a cui erano finiti sotto chiave due conti correnti e due locali commerciali a Latina per un importo molto ingente. Nei giorni scorsi si è svolta l'udienza e il collegio composto dai magistrati Francesco Valentini, Maria Assunta Fosso e Fabio Velardi, ha accolto la prospettazione dell'avvocato Daniele La Salvia e alla fine il ricorso presentato dall'imprenditore che ha una azienda impegnata nel settore alimentare, è stato accolto.
L'inchiesta sulla frode fiscale e dove viene contestato anche il vincolo associativo, aveva portato a tre arresti e all'iscrizione sul registro degli indagati di 24 persone, tra cui molti imprenditori. Nel corso dell'inchiesta, quando erano state notificate le misure restrittive lo scorso 7 luglio e anche dopo, erano stati sequestrati i beni e i conti correnti degli indagati per un importo molto alto che sfiora i sette milioni di euro. Sotto chiave erano finite le società e anche altri beni, tra cui locali commerciali e anche case.