Da almeno un anno aveva scelto Latina come nascondiglio, la base da dove pensava di portare avanti, indisturbata, la propria missione di adescamento di nuovi terroristi da addestrare al servizio dell'autoproclamato Stato Islamico.

Dietro l'anonima vita condotta da Janet Zouabi, tunisina di 35 anni finita in carcere in stato di fermo, si nascondeva in realtà una scaltra tutor per aspiranti jihadisti che sfruttava i social network e le moderne applicazioni di messaggistica online per portare avanti l'attività di proselitismo: è stata scoperta e individuata dalla rete di intelligence italiana sfruttando le informazioni condivise in campo internazionale dalla statunitense Fbi. In apparenza la donna non sembra aver coltivato alcun contatto con la comunità islamica trapiantata a Latina, ma l'analisi dei suoi flussi telefonici ha già fatto emergere un preoccupante scambio di chiamate con uno degli ex imam della moschea pontina, l'egiziano Ibrahim Abdellatif El Ghayesh che giusto due anni fa, sottolina il pm nel decreto di fermo della tunisina, era stato attenzionato nelle indagini sulla rete di sostegno al terrorista Anis Amri autore della strage dei mercatini di Natale di Berlino nel 2016.

Dal boia di Marsiglia fino ai piani di Napulsi

Dal palestinese Napulsi, la cui condanna è diventata definitiva, ai contatti che Anis Amri, l'attentatore dei mercatini di Natale a Berlino, poteva contare nel territorio pontino. Non è la prima operazione in materia di terrorismo condotta dal personale della Digos di Latina. I precedenti sono diversi, tra cui anche un altro attentatore che prima di colpire a Marsiglia era stato ne capoluogo pontino dove era stato arrestato dal personale della polizia.
Ahmed Hanachi, il boia di Marsiglia, doveva rientrare ad esempio a Latina nel febbraio del 2018 per la causa di separazione dalla moglie. Il cittadino tunisino aveva ucciso alla stazione ferroviaria di Saint Charles due ragazze di 20 e 21 anni, prima di essere freddato a colpi di pistola dalle forze di polizia. Hanachi insieme alla moglie si erano trasferiti nel 2010 in via Guido Rossa per quattro anni poi il matrimonio è finito. Sul fronte del terrorismo il personaggio ritenuto più interessante dal punto di vista investigativo è Abdel Salem Napulsi, 39 anni, arrestato nel marzo del 2018 per finalità terroristiche (era stata la prima volta a Latina) e condannato in via definitiva. L'inchiesta in cui era finito Napulsi era stata portata a termine nel marzo del 2018 dai detective della Digos di Latina e come aveva sostenuto il gip Costantino De Robbio nel provvedimento restrittivo, il cittadino palestinese era accusato di auto addestramento con finalità di terrorismo e dagli investigatori era considerato uno dei fiancheggiatori di Anis Amri.

Sempre secondo l'accusa, Napulsi aveva cercato in rete delle istruzioni per portare a termine una azione violenta tramite un lanciarazzi. Voleva infatti n
anche a noleggiare camion o pick up per montare armi da guerra», aveva sostenuto il magistrato e dalle conversazioni telefoniche che erano state registrate dagli inquirenti, era venuto alla luce un odio molto radicato dell'uomo verso il mondo occidentale. Nei giorni scorsi la prima condanna definitiva a Roma per un jihadista accusato di autoaddestramento con finalità di terrorismo. Adesso una nuova operazione che ha permesso di arrestare una donna insospettabile.