Le reazioni
21.06.2021 - 13:00
Delusa ma soprattutto arrabbiata per una giustizia a metà. Dopo quindici ore per conoscere una verità attesa oltre due anni e mezzo, la mamma di Desirée, Barbara Mariottini, ha atteso di fianco ad avvocati e parenti la lettura del dispositivo da parte del presidente del collegio della terza corte d'assise, arrivato alle 2 e 45. Ha ascoltato in modo composto e silenzioso e soltanto al termine della sentenza si e lasciata andare ad un durissimo sfogo mentre abbandonava l'aula: «Maledetti possiate bruciare all'inferno». Un messaggio che certamente non ha bisogno di essere spiegato.
I mancati ergastoli per Brian Minteh e Alinno Chima hanno lasciato un senso di ingiustizia alla famiglia Mariottini, con Barbara che fatica a nascondere davanti a microfoni e telecamere assiepati all'uscita dell'aula bunker del carcere di Rebibbia: «Mi aspettavo una sentenza diversa, non ho avuto giustizia, mi attendevo quattro ergastoli, non sono soddisfatta di questa sentenza soprattutto perché uno degli imputati torna libero e questo non doveva succedere. Non ho avuto giustizia».
Il risarcimento
Il Tribunale di Roma ha disposto anche una provvisionale immediatamente esecutiva, un risarcimento da 200mila euro per la madre e la sorellina della 16enne, mentre 100 mila euro per il padre Gianluca Zuncheddu. Risarcimenti anche per le zie di Desy (le sorelle di Barbara), con il Tribunale che ha fissato a 50mila e 30mila euro il risarcimento. Anche le associazioni che a dicembre del 2019 si sono costituite parte civile nel processo si sono visti riconoscere un risarcimento, che molto probabilmente sarà solo simbolico, visto che gli imputati, sono tutti nulla tenenti.
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