Primo atto davanti al gup di Roma per il tecnico radiologo della Asl accusato di violenza sessuale e di aver spiato alcune pazienti che dovevano essere visitate. Il fascicolo da via Ezio era finito nell'ufficio giudiziario del Tribunale di Roma, competente in questo caso perchè nei confronti di R.D.V. viene contestata la ripresa filmata di alcune pazienti minori all'epoca dei fatti. Gli inquirenti hanno ipotizzato la pedopornografia.
In aula c'è stata la costituzione di parte civile di un gruppo di ragazze molestate, due hanno chiesto la citazione della Asl come responsabile civile. L'imputato si trova agli arresti domiciliari ed è accusato di violenza sessuale ed esercizio abusivo della professione come sostenuto dalla Squadra Mobile di Latina che si era occupata dell'inchiesta dopo le prime denunce. In aula si torna il prossimo 10 novembre e i difensori dell'imputato, gli avvocati Luca Giudetti e Laura Bove, puntano al rito abbreviato condizionato ad una consulenza tecnica relativa al ventaglio di manovre che il tecnico radiologo - mentre visitava le pazienti - poteva fare nel corso del suo lavoro. In fase di indagini preliminari il gip del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese, per accertare questa circostanza, aveva affidato l'incarico ad un medico legale che invece aveva sostenuto che l'uomo non poteva palpeggiare in alcuni punti le ragazze sottoposte ad una visita.