«Condizionare la modalità di scelta del contraente a favore del consorzio Nestore». Così scrive la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nel decreto di sequestro che ha riguardato una serie di cooperative del settore dei servizi sociali e gli appalti che avevano ottenuto grazie a quel «condizionamento». Atti che portano sotto i riflettori uno dei contraenti più accreditati nel distretto socio sanitario del sud pontino, il Consorzio Nestore, appunto, che ha sede in via Fondo Vigna snc a Falciano del Massico in provincia di Caserta. Il dominus di Nestore è Pasquale Capriglione, ex agente della polizia peniteziaria, di Carinola, indagato per lo scandalo degli appalti alle coop vicine ai casalesi e accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

I rapporti economici
L'ultimo contratto firmato da «Nestore» con il distretto socio sanitario del sud pontino, che eroga servizi di assistenza a soggetti fragili, disabili, famiglie, minori borderline, è stato siglato il 15 aprile 2019 dal segretario e dall'assessore ai servizi sociali del Comune di Gaeta con l'avvocato che rappresentava il Consorzio e che negli atti del procedimento della Dda di Napoli viene indicato come «titolare fittizio» mentre il vero responsabile sarebbe stato Capriglione, appunto. Il contratto viene siglato dal Comune di Gaeta in quanto capofila di altri otto di tutto il comprensorio del sud pontino ed è relativo alla gara per l'assistenza domiciliare distrettuale a persone anziane e disabili per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro, più Iva, con durata di 24 mesi. La stipula avviene nello stesso periodo nel quale in provincia di Caserta Capriglione più gli altri indagati per gli appalti pilotati «condizionavano» una serie di funzionari di vari Comuni.

Risparmiati
Una bufera che ha risparmiato gli enti del sud pontino, i quali infatti hanno continuato ad affidare molti servizi al consorzio Nestore in considerazione delle offerte a ribasso legittimate dal bando e comunque mai contestate. Se si spluciano gli albi pretori dei Comuni di Formia, Gaeta e Ponza si ritrova una sfilza di tranches liquidate al Consorzio Nestore a riprova del fatto che il servizio è stato comunque ritenuto congruo con quanto stabilito dal capitolato. C'è, ad ogni modo qualcosa di altro e aggiuntivo: il Consorzio Nestore era già finito sotto la lente nel 2017, in interrogazioni parlamentari che si occupavano di uno dei candidati alle elezioni di Falciano del Massico. In quel contesto viene fuori una radiografia a ritroso del consorzio di servizi sociali.

Il passato prossimo
Ecco quali erano nel 2017 le preoccupazioni sollevate in Parlamento: «...la Prefettura di Caserta con certificazione del 10 ottobre 2012 relativa ad un appalto del comune di Mondragone nei confronti del Consorzio ‘Nestore', con sede in Falciano del Massico, ‘pur ritenendo che gli elementi emersi, allo stato, non sono ritenuti sufficienti ai fini di un'interdittiva antimafia, ha altresì ritenuto necessario dare comunicazione alla stazione appaltante di cointeressenze societarie con imprese già destinatarie di provvedimenti interdittivi antimafia'; come conseguenza di tale atto, il dirigente comunale competente del comune di Mondragone ha revocato l'affidamento del servizio di assistenza e trasporto scolastici per alunni diversamente abili frequentanti le Scuole materne e dell'obbligo a suo tempo appunto assegnato al consorzio Nestore. Dubbi sono intervenuti anche per altri Comuni». Fin qui l'interrogazione rimasta confinata nell'ambito delle valutazioni della serenità elettorale del Comune di Falciano del Massico. L'eco di queste vicende non è mai giunta nel sud pontino, che pure confina geograficamente con quel territorio.

L'inizio
Il consorzio Nestore viene accreditato nel distretto socio-sanitario del sud pontino nel 2015 quando capofila era il Comune di Formia, che stipula un contratto per un progetto di assistenza dei minori in difficoltà e con disagi nelle rispettive famiglie. Il contratto da 134mila euro viene firmato il 29 dicembre del 2014, con vigenza dal 2015.

Legami
A proposito del contestato reato di concorso esterno in associazione mafiosa, la Dda scrive del consulente di Nestore: «Il collegamento dell'associazione per delinquere con il clan dei casalesi è particolarmente strutturato anche per i rapporti che con esso hanno avuto nel tempo Luigi Lagravanese (un altro indagato ndc) e Pasquale Capriglione, legati alla fazione Schiavone sia attraverso il Consorzio di cooperative denominato Agape, soggetto economico di riferimento del clan nel settore, sia attraverso Agape Service e gli altri soggetti economici citati».