Il sindaco di Minturno, l'ex comandante della Polizia Locale, un ingegnere che aveva realizzato il progetto e l'amministratore di una società che si occupa di installazioni di impianti, risultano indagati in una inchiesta riguardante l'ampliamento della videosorveglianza, condotta dal Sostituto Procuratore del Tribunale di Cassino Chiara D'Orefice. Ieri l'informazione di garanzia e l'avviso di conclusione delle indagini è stata notificata al sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, all'ex comandante della Polizia Locale di Minturno, Mario Vento, all'ingegnere Laura Mancini e all'amministratore della società Marcello Arnone. Per la magistratura avrebbero, in concorso tra loro, impedito la gara per l'affidamento dei lavori di potenziamento e ampliamento del sistema di videosorveglianza del Comune di Minturno, consentendo alla società "A.M. Tecnologia e sicurezza" gestita di fatto dall'Arnone, di essere scelta quale ditta esecutrice dei lavori previsti dal progetto "Smart tecnology for Minturno's Security", tramite affidamenti diretti sotto la soglia di quarantamila euro. Per il magistrato sono indagati, Gerardo Stefanelli, in qualità di sindaco, l'Amministratore della società Marcello Arnone, l'ingegnere Laura Mancini in qualità di ingegnere preposto dal Comune alla realizzazione del progetto e Mario Vento, nella qualità di responsabile del servizio nelle determine di affidamento diretto dei lavori di ampliamento della videosorveglianza, deliberate dopo l'ottenimento del finanziamento della Regione Lazio di 50mila euro e un ulteriore stanziamento da parte del Comune.