E' l'interposizione di manodopera l'ipotesi attorno alla quale sta lavorando la Procura di Latina in relazione al caso dei bagnini di Terracina, utilizzati la scorsa estate sulle spiagge passate in gestione al Comune per il tramite dell'azienda speciale. In questi giorni la polizia giudiziaria, su delega del procuratore aggiunto Lasperanza, ha acquisito presso l'azienda tutti i contratti di lavoro stagionale e i tabulati che certificano come ditta fornitrice la società individuale Marcoccia. Su questo punto sussistono molti dubbi oltre ad una serie di incongruenze tra quanto riportato nei tabulati e la effettiva identità del fornitore di manodopera, che non sarebbe la Marcoccia bensì un'altra società riconducibile ad un politico di Terracina. La polizia giudiziaria ha chiesto all'azienda copie delle certificazioni del consulente della Marcoccia da cui si evince chiaramente che i bagnini furono indicati da questa società.

Ciò non coincide però con quanto dichiarato dai bagnini agli atti dell'istruttoria amministrativa conclusa poche settimane fa dal gruppo di verifica composto da Inps, Inail e Ispettorato del lavoro di Latina. Infatti i lavoratori avrebbero dichiarato che il loro «vero» tramite nella fornitura non era la ditta Marcoccia, bensì un altro imprenditore del posto. A quest'ultimo verrebbe dunque contestata la indebita interposizione di manodopera, in quanto individuato come il soggetto che deve integrare i mancati versamenti agli enti previdenziali, poiché, come si sa, molti bagnini hanno denunciato di aver dovuto restituire parte dello stipendio. La Procura vuole, però, capire anche se e in quali termini l'azienda speciale e/o il Comune fossero a conoscenza delle (a questo punto possibili) false attestazioni. Quello che è in atti non corrisponde a quanto affermato nei verbali dai bagnini. Dunque chi è che ha davvero fornito i lavoratori all'azienda strumentale del Comune di Terracina? E perché il politico non ha agito «in chiaro», utilizzando la sua società per rispondere al bando dell'azienda che a giugno cercava otto persone da impiegare sulle spiagge appena affidatele?

L'azienda sin dall'inizio della verifica amministrativa ha dichiarato con nota ufficiale che in caso di accertamento sulle responsabilità penali si sarebbe costituita parte civile per i danni subiti e le eventuali false attestazioni su cui ha stilato i contratti. L'indagine al momento è ferma sulla fornitura di manodopera, ma potrebbe estendersi in generale alle altre attività, come quelle relativa all'affitto e acquisito di attrezzature per le spiagge passate in gestione pubblica e che l'azienda ha reperito con «estrema difficoltà». L'ulteriore passo avanti nei controlli su questa vicenda, iniziata a luglio 2021 con un esposto del sindacato dei bagnini UilTucs, deriva dall'invio alla Procura dell'esito dell'attività ispettiva a sua volta indotta da dichiarazioni dei bagnini. Ci sono poi le ulteriori prove contenute nei messaggi di richiesta di restituzione in contanti di parte degli stipendi erogati ai bagnini assunti per il tramite della Marcoccia e su tale specifico aspetto pende il dubbio che si sia trattato di un tentativo di estorsione.