Cronaca
05.04.2022 - 21:00
Il ritardo di un paio di settimane nel pagamento del canone d'affitto mensile e la prospettiva che l'inquilina stia attraversando un periodo di difficoltà economiche, hanno innescato un aspro confronto tra un noto professionista del capoluogo, proprietario di alcuni appartamenti in centro, e l'affittuaria, uno scontro degenerato alcuni giorni fa in una lite a dir poco accesa. A quanto pare il locatore avrebbe preteso un sostanzioso rimborso per quel ritardo, una richiesta del tutto arbitraria al limite dell'estorsione, poi avrebbe cercato di avventarsi contro il compagno dell'inquilina sopraggiunto nel frattempo, finendo per spintonare a terra la donna che ha poi dovuto ricorrere alle cure dei medici. Fatto sta che è stato necessario l'intervento della polizia per riportare la calma, poi l'affittuaria ha formalizzato una denuncia per l'escalation di prepotenze sfociate nella violenza.
L'episodio consumato la scorsa settimana nel capoluogo è il sintomo di una crisi profonda, non solo economica, ma anche sociale, che di certo non si è esaurita con la fine dell'emergenza covid, piuttosto rischia di pesare con i suoi effetti ancora per molto. Se da un lato c'è chi vuole tutelare i propri investimenti, dall'altra ci sono sempre più famiglie in difficoltà e non manca l'occasione, come in questo caso, che uno dei due finisca per eccedere con i toni. Stando alla denuncia presentata dalla donna vittima dell'aggressione, in questa vicenda il proprietario di casa avrebbe assunto fin troppo presto un atteggiamento a dir poco arrogante.
I poliziotti intervenuti non hanno potuto fare altro che raccogliere le versioni delle parti, poi la donna si è presentata in un pronto soccorso con un piede dolorante ed è stata dimessa con trenta giorni di prognosi. Vista la situazione, si è poi convinta a denunciare il locatore, sia per la richiesta di denaro che per l'aggressione. Una vicenda condita da una serie di torti visto che l'affittuaria, madre di una bambina con disabilità, si è vista negare improvvisamente l'utilizzo di un posto auto interno al condominio che aveva sempre utilizzato, e non può nemmeno accedere all'ascensore per salire fino al secondo piano, ma solo per scendere. Per spaventarla, il proprietario di casa avrebbe anche millantato amicizie nelle forze di polizia, avendo lui stesso avuto un incarico in un ente pubblico in passato, circostanza che in ogni caso non gli ha risparmiato trascorsi penali.
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