L'indagine dei Carabinieri del Gruppo Forestale che ha stroncato il traffico illegale di cani venduti online, ha permesso di ricostruire l'intera filiera, individuando tutti i componenti di quella che viene considerata un'associazione per delinquere con ruoli ben definiti. In tutto sono 14 i soggetti indagati, tra i quali anche due veterinari che si prestavano per produrre la falsa attestazione utilizzata per esibire pedigree non reali.

L'operazione è scaturita all'inizio di quest'anno da un controllo che i militari del Nipaaf hanno effettuato per verificare la natura di una serie di annunci comparsi su internet, soprattutto attraverso il portale Subito.it, pubblicati da privati cittadini per la vendita di cuccioli di razze piuttosto ricercate. Un primo controllo aveva permesso ai Carabinieri del Gruppo Forestale di risalire a una famiglia composta da un cinquantenne di Latina, dalla compagna ucraina e dalla figlia della donna, tutti e tre indagati perché oltre a una ventina di cani, in casa conservavano anche farmaci per animali vietati.
Dopo quella perquisizione gli investigatori dell'Arma avevano continuata a indagare, risalendo appunto la filiera che alimentava un vero e proprio traffico illecito di animali. È stato scoperto così che il sodalizio recuperava i cuccioli soprattutto nei Paesi dell'Est Europa e li portava in Italia con l'aiuto di una serie di persone, soprattutto ucraini e russi.

Una volta arrivati da noi, i cani passavano per gli studi dei veterinari, di Ladispoli e Cerveteri, che realizzavano le false attestazioni dei pedigree. I cani infatti erano meticci o incroci, sebbene venissero venduti per animali di razza, quindi con costi maggiori. Una vera e propria frode in commercio. Successivamente i cuccioli arrivavano ai soggetti che li vendevano attraverso gli annunci online, come la famiglia di Latina da cui l'indagine è scaturita lo scorso mese di febbraio.

Questa settimana quindi sono scattate le perquisizioni autorizzate dagli inquirenti alla luce delle risultanze investigative, proprio per verificare quanto accertato inizialmente dai Carabinieri. Nei sei locali ispezionati tra Latina, Cisterna, Aprilia e Ladispoli, sono stati sequestrati 109 cani dei quali 85 sprovvisti di microchip, soprattutto Bulldog Francese, Spitz di Pomerania e Cavalier King, che in realtà si rivelavano essere meticci, incroci o comunque sprovvisti dei pedigree che fossero in grado di certificare la genealogia del cucciolo.