Il caso
18.11.2025 - 10:30
Un costone roccioso della Flacca, che risulta di proprietà privata, è andato incontro ad una grave forma di dissesto idrogeologico e la storia, nota dal 2023, viene fuori solo in questi giorni all’esito di un «semplice» ricorso al Tar per la decadenza di una concessione balneare accertata dal Comune.
Il concessionario decaduto è «Bagno Arenauta di carbone Nicola & C.sas», che per il tramite dell’avvocato Carlo Contaldi La Grotteria ha chiesto e ottenuto l’annullamento della determina dirigenziale del 25 luglio 2023, con cui il Comune ha dichiarato decaduta la concessione balneare in località Arenauta, la spiaggia che corre sotto le curve della Flacca e che resta uno dei tratti di lungomare più suggestivi del Lazio.
La convenzione tra Comune e Bagno Arenauta è del 2021 ma nel 2023 la società fu costretta a chiudere l’attivista balneare stagionale in quanto vi era stato un «grave dissesto idrogeologico del costone roccioso di proprietà della Ci.Pa. srl e che sovrasta la spiaggia». L’amministrazione ha contestato a Bagno Arenauta di non aver aderito al piano stagionale di salvamento, senza approfondire la posizione di Ci.Pa e dichiarato la decadenza della concessione balneare a Bagno Arenauta.
Quest’ultimo ha impugnato tutto al Tar, che ora ha fatto proprie le ragioni del ricorrente e bacchettato in modo severo il Comune di Gaeta, condannato anche a pagare le spese di giudizio per tremila euro. Secondo i giudici amministrativi «l’Amministrazione ha omesso di condurre un’istruttoria approfondita, anche a seguito delle ragioni giustificative evidenziate dalla ricorrente nelle osservazioni rese a seguito della comunicazione di avvio del procedimento di decadenza» nel luglio del 2023.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione