Il caso
15.12.2025 - 15:00
Niente da fare, gli atti che il Comune oppone per non prendere ancora in carico l’immobile appena realizzato, alla Sogeim, proprietaria del palazzetto dello sport di Aprilia, sollevano una carenza documentale e soprattutto una parziale, ma significativa a quanto pare, mancanza di riscontri a quanto sollevato dai Vigili del fuoco dopo il sopralluogo per il collaudo tanto da non permettere al collegio del Tar Lazio a cui la società si era rivolta, di concedere l’ordinanza sospensiva.
Il collegio del Tar infatti sottolinea che la società «ha dato conto della risoluzione della sola problematica dell’alimentazione delle pompe antincendio ma non anche di quella relativa ai riscontri che la ricorrente doveva fornire ai Vigili del Fuoco in relazione all’impianto antincendio». non solo. Il collegio sottolinea anche che il verbale che la società chiede di congelare e annullare poi nel merito, «pur avendo attestato l’adempimento da parte della ricorrente di alcune prescrizioni fornite con il primo verbale di collaudo, non reca tuttavia un giudizio, finale e complessivo, di natura positiva sul collaudo». C’è poi anche una piccola considerazione: «la realizzazione degli interventi sull’impianto antincendio, peraltro di importo economico tutt’altro che elevato in relazione all’importo totale dell’opera realizzata, pare doversi ritenere obbligo della ricorrente, in quanto afferente ad una componente strutturale essenziale per la fruibilità del Palazzetto da parte del Comune; del resto, era stata la stessa ricorrente a presentare la prima SCIA antincendio». La pietra tombale di questa fase cautelare, ma che potrebbe anche avere importanti effetti sulla futura decisione di merito - per cui però l’udienza al momento non è stata ancora fissata - è questo passaggio: «l’opera, nelle attuali condizioni, non risulterebbe fruibile dalla collettività».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione