Il fatto
05.01.2026 - 08:30
Era intervenuta a seguito della richiesta pervenuta al 118, con un equipaggio dell’ambulanza presso uno dei centri di accoglienza del paese. Nella notte del primo gennaio una infermiera del 118 è stata aggredita da un giovane immigrato sotto l’effetto di alcol e a sua volta ha dovuto essere soccorsa. Un episodio grave e deprecabile che a Cori, in questo momento particolare, diviene anche motivo per tornare su una delle polemiche che stano alimentando la discussione: l’accoglienza, ma soprattutto l’accoglienza di soggetti con fragilità nello stesso immobile che accoglie anche la scuola materna.
E ad intervenire è proprio il Comitato spontaneo di cittadini che si batte contro questo progetto che il Comune - a dire dei cittadini - ha di fatto approvato e arrivato ad avviare senza alcuna concertazione, trasparenza e comunicazione pubblica: «A proposito della tanto sbandierata sicurezza e le responsabilità che si è assunto il Sindaco in Consiglio Comunale a tutela dei cittadini ed il controllo delle attività degli ospiti dei centri di accoglienza. A Cori nella notte del 1 gennaio 2026 è stato aggredito un operatore del 118; l’infermiera ha riportato contusioni e trauma a seguito dell’aggressione subita durate le operazioni di soccorso. È accaduto nel nostro paese durante un soccorso prestato nei confronti di un ospite dei numerosi centri di accoglienza che accolgono rifugiati extracomunitari. L’intervento si era reso necessario a seguito delle segnalazioni che alcuni cittadini avevano fatto al 118. Il soggetto in questione era completamente ubriaco ed al momento delle cure prestate dall’infermiera ha sferrato un colpo improvviso diretto al petto, violento ed inaspettato tanto che a sua volta l’infermiera operatore 118 ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso di Latina. A seguito dell’aggressione sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Bassiano e l’auto medica di Latina Scalo».
Il nuovo anno quindi comincia con un nuovo gesto deprecabile di violenza contro operatori che ogni giorno si impegnano per il prossimo, lo fanno in contesti anche difficili, pericolosi - come sembrerebbe essere divenuto quello di Cori - e in situazioni in cui sembra che il controllo o la gestione degli ospiti di comunità riconosciute, sembrano essere quanto meno inefficaci.
«Questo episodio - aggiungono Emanuele Vari, Giorgio Capogrossi, Augusto Ciotti e Lorenzo Giovangrossi - riporta ancora una volta in primo piano, le criticità che puntualmente emergono attraverso una mancata attività di integrazione e socializzazione tra i richiedenti asilo, le Cooperative che li gestiscono e la Comunità di Cori e Giulianello. Più volte il Comitato Civico ha denunciato l’assoluta mancanza di sicurezza soprattutto durante la notte. La mancanza di una condivisione dei programmi di inserimento, integrazione e socializzazione, così come sta avvenendo per l’housing di via De Rossi, negando e celando atti che dovrebbero essere e sono di dominio pubblico, che risultano inaccessibili, sono il presupposto del malessere che da tempo viene denunciato dai cittadini riferito aĺla sicurezza sociale. La Sicurezza prima di tutto. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al personale del 118 coinvolto. Ci si chiede quali sono i motivi del silenzio dell’Amministrazione Comunale, la mancata Solidarietà destinata al personale 118 coinvolto nell’episodio».
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