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L'intervento

Il Comune mette sul mercato parte dell'autoparco, Avs dice no: «Non si svende il patrimonio pubblico»

Europa Verde e Sinistra Italiana contrarie all'alienazione del capannone di viale Europa: «Non è una scelta lungimirante, quella struttura è utilizzata dalle associazioni»

Il Comune mette sul mercato parte dell'autoparco, Avs dice no: «Non si svende il patrimonio pubblico»

La decisione del Comune di Aprilia di inserire una porzione dell’autoparco tra i beni alienabili non convince Alleanza Verdi Sinistra, che si oppone con forza alla vendita dell’immobile. Nei giorni scorsi la Commissione Straordinaria che guida l’Ente ha approvato il Dup per il triennio 2026-2028, indicando anche il capannone di viale Europa in passato utilizzato dai carristi dell’Abca tra le strutture potenzialmente in vendita, insieme a un rudere dell’Onc a Casalazzara e all’ex ostello di Capanna Murata.

Una scelta sbagliata a giudizio di Avs, che nei mesi scorsi aveva presentato una richiesta di accesso agli atti al Comune di Aprilia per sapere se fosse stata avanzata un’offerta per l’acquisto di una porzione dell’autoparco. «La città di Aprilia ha bisogno di una visione diversa del proprio futuro. La scelta di inserire nel Documento Unico di Programmazione la vendita di parte dell’autoparco è sbagliata. Nei mesi scorsi, anche per questa preoccupazione, avevamo fatto un accesso agli atti, ma non ci erano stati dati segnali in tal senso. Oggi apprendiamo, invece, l’intenzione dell’Amministrazione comunale - affermano i co-portavoce locali di Europa Verde Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi e il segretario di Sinistra Italiana Aprilia Davide Casari - di cedere questo immobile, evidentemente per ragioni di cassa. Siamo consapevoli delle gravi difficoltà economiche del nostro Comune, frutto di scelte sbagliate non imputabili alla Commissione Straordinaria. Allo stesso tempo, però, riteniamo che cedere beni comunali non rappresenti una scelta lungimirante, né sotto l’aspetto finanziario, né sotto quello sociale.  Infatti, da un lato si prevede un introito di circa 700.000 euro (per l’Autoparco), ma si tratta di  un incasso “una tantum” non in grado di risolvere alcun problema strutturale. Dall’altro lato, in una città in cui la carenza di spazi pubblici è gravissima, si andrebbe a ridurre ancora di più il patrimonio immobiliare collettivo, rischiando di lasciare la città senza prospettive.  Segnaliamo, infatti, che all’interno di quei locali, al di là di tutte le mancanze burocratiche che, ancora una volta ribadiamo non sono imputabili alla Commissione Straordinaria, si trovano realtà associative che sono il fiore all’occhiello di Aprilia, come l’Abca o la Croce Rossa Italiana. Continuare a ridurre i già limitati beni del patrimonio comunale significa compiere una scelta poco lungimirante, che non condividiamo. Alleanza Verdi e Sinistra intende invece proporre alla città un’idea diversa: una gestione del patrimonio pubblico orientata alla valorizzazione, alla funzione sociale e all’interesse collettivo, piuttosto che alla sua dismissione».

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