Cerca

Cronaca

Accolto il ricorso della Procura sul caso Q3, la Cassazione rinvia gli atti al Riesame

Dovrà essere valutato nuovamente il sequestro dei Carabinieri Forestali per il centro commerciale abusivo di via del Lido nell’ambito dell’inchiesta per lottizzazione abusiva

Accolto il ricorso della Procura sul caso Q3, la Cassazione rinvia gli atti al Riesame

La Suprema Corte di Cassazione ha accolto, per la seconda volta, il ricorso del pubblico ministero Giuseppe Miliano, annullando la pronuncia del Tribunale del Riesame di Latina che aveva annullato il sequestro del centro commerciale abusivo all’angolo tra via del Lido e la statale Pontina, adottato il 5 aprile dello scorso anno dal giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli nell’ambito dell’inchiesta che contesta la lottizzazione abusiva nel quartiere Q3. I giudici romani del Palazzaccio hanno quindi rinviato gli atti al Tribunale di Latina per un nuovo riesame delle misure cautelari reali: entro i termini di legge saranno depositate le motivazioni della decisione assunta accogliendo l’istanza della Procura.

Il caso è quello del centro commerciale realizzato su area con destinazione turistico ricettiva, autorizzato dal Suap del Comune di Latina aggirando la legge vigente, tant’è vero che oltre al titolare della società Latina Green Building proprietaria dell’area, Luigi Corica, e la progettista Viviana Agnani, sono stati rinviati a giudizio anche il dirigente comunale dell’epoca Stefano Gargano e il funzionario responsabile unico del procedimento Mario Petroccione. Infatti mentre prosegue il braccio di ferro sulla legittimità del sequestro, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano ha esercitato l’azione penale emettendo il decreto di citazione diretta a giudizio per tutto e i quattro.

 


Dopo le contestazioni iniziali, il pubblico ministero ha ravvisato appunto la lottizzazione abusiva, oltre alla violazione in materia paesaggistica per l’abbattimento del bosco senza autorizzazione. Alla luce delle indagini svolte dai carabinieri forestali del Nipaaf, tra gli illeciti riscontrati c’è l’aggiramento della legge attraverso il rilascio di diversi titoli edificatori per ciascuna delle medie strutture di vendita che compongono il complesso di via del Lido, anziché ritenerle un intervento unitario con servizi comuni e classificarle come centro commerciale, che avrebbe comportato maggiori oneri sia in termini economici che di standard urbanistici e soprattutto avrebbe richiesto un cambio di destinazione d’uso da turistico ricettivo a commerciale che l’eliminazione del solo vincolo alberghiera deciso dall’allora giunta di Damiano Coletta non permetteva. Oltretutto una delle particelle inglobata nella realizzazione dei parcheggi era destinata a verde attrezzato e, tra l’altro, solo uno degli accessi al complesso commerciale era stato autorizzato: gli altri due previsti dal progetto, ritenuti non regolamentari, sono stati sostituiti da altri ingressi privi delle autorizzazione perché non conformi alle norme urbanistiche. Senza dimenticare infine il mancato rispetto della fascia di inedificabilità a ridosso della statale Pontina.

 


In ogni caso il Tribunale del Riesame aveva annullato il sequestro di aprile, accogliendo le tesi dei difensori della proprietà del sito e quelli delle società che hanno poi acquisito i megastore, ritenendo che il sequestro adottato ai fini della confisca per la ravvisata lottizzazione abusiva fosse un “bis in idem” del primo sequestro, quello scattato due anni fa, quando i reati ipotizzati erano altri e i sigilli, sebbene fossero chiare le legittimità compiute per la realizzazione del centro commerciale, erano stati dichiarati nulli dopo due pronunce della Cassazione. Il pubblico ministero aveva quindi presentato un nuovo ricorso sostenendo che non si trattasse di una ripetizione del primo sequestro, proprio perché nel frattempo era stata ipotizzata la lottizzazione abusiva, quindi i sigilli erano finalizzati alla confisca che l’imputazione prevede. Una tesi che la Suprema Corte di Cassazione ha accolto, rinviando gli atti al Tribunale di Latina per il nuovo Riesame delle misure cautelari reali da parte di un diverso collegio di giudici.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione