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Il caso

Sorpresi a rubare i ladri ammettono e chiedono scusa, il giudice dispone i domiciliari

La banda arrivava da Castel Volturno, ma una donna è finita in carcere per una vecchia condanna e un adolescente in una struttura per minorenni

Sorpresi a rubare i ladri ammettono e chiedono scusa, il giudice dispone i domiciliari

Una brillante operazione di Polizia ha permesso, domenica sera, di sgominare una delle bande di specialisti dei furti in abitazione che avevano preso di mira il capoluogo pontino lo scorso fine settimana. Intervenendo con rapidità ed estrema capacità operativa, i poliziotti della Squadra Volante hanno bloccato sia i ladri che le loro complici, evitando per un soffio che riuscissero a dileguarsi dopo il colpo in un appartamento alle porte di Latina: sono quattro cittadini serbi che vivono a Castel Volturno, tutti sottoposti a misura cautelare dal giudice a margine del processo celebrato ieri con rito direttissimo. Non solo hanno precedenti, ma uno di loro è un adolescente di appena quindici anni e una delle donne è risultata ricercata per una condanna a cinque anni e mezzo di reclusione per reati commessi quand’era minorenne: finora era sfuggita alla cattura perché all’epoca aveva fornita un alias, ossia un’identità diversa scoperta ieri mattina con gli accertamenti scaturiti dall’analisi delle impronte digitali.
L’operazione era scattata nel tardo pomeriggio di domenica, quando era già buio, all’angolo tra via Persicara e viale Vespucci. Due ladri si erano introdotti in un appartamento al piano terra e a dare l’allarme al 112 era stata l’inquilina del piano superiore quando aveva sentito il rumore della finestra infranta. I “topi” d’appartamento avevano fatto in tempo a rovistare in alcune camere trovando due bracciali d’oro e d’argento, ma avevano fatto in tempo a scappare fuori dalla casa quando era arrivata la prima pattuglia: gli agenti li hanno visti scavalcare la recinzione e li avevano inseguiti, ma i due ladri avevano cercato riparo nella scuola primaria retrostante. Nel frattempo era piombata la seconda pattuglia della Squadra Volante che aveva raggiunto direttamente la via di fuga, bloccando l’auto, una Mercedes Classe A radiata diversi anni fa, sulla quale erano saliti velocemente i ladri per scappare con le complici.

Bloccati appena in tempo, i quattro erano stati ammanettati e portati in Questura. A bordo della vettura c’erano i due autori del furto, ossia un quindicenne che tra l’altro aveva con sé un grosso coltello a scatto, e un uomo di 29 anni seduti sui sedili posteriori. Davanti erano sedute due donne, una delle quali è la moglie dell’uomo. Nell’abitacolo non solo c’erano ancora gli arnesi da scasso, ossia cacciaviti, chiavi e torce, ma anche la refurtiva, ossia le due collanine che poi sono state riconosciute dai proprietari di casa. Alla luce di quanto trovato, l’adolescente è stato associato presso una struttura restrittiva per minorenni di Roma, mentre gli altri tre sono stati arrestati e ieri pomeriggio sono comparsi in Tribunale davanti al giudice monocratico Elena Sofia Ciccone: i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno ammesso i fatti e chiesto scusa. Quindi dopo avere convalidato gli arresti, il giudice ha concesso i termini a difesa e rinviato l’udienza, disponendo per la coppia la misura cautelare degli arresti domiciliari a Castel Volturno. L’altra donna è finita direttamente in carcere, a Rebibbia, per la condanna pendente.
 

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