Il caso
20.01.2026 - 11:30
Rinvio a giudizio con il processo che inizierà il prossimo 11 novembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Francesca Zani. E’ quello che ha deciso ieri - al termine della camera di consiglio - il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Cario nei confronti di Alfredo Di Giacomo, 60 anni, ritenuto il presunto responsabile di malversazioni di erogazioni e del reato di truffa aggravata. I fatti contestati sono avvenuti a Latina tra il 2019 e il 2020 e al centro dell’inchiesta - condotta dalla Procura di Latina e dal pubblico ministero Valerio De Luca - secondo quanto ipotizzato - ci sono dei finanziamenti ottenuti nella qualità di amministratore di una azienda.
Come riportato nelle carte dell’inchiesta, «con artifici e raggiri consistiti nella prospettazione in sede contrattuale di false esigenze finanziarie - hanno osservato gli inquirenti - connesse all’operatitvità della società, richiedeva ed otteneva un finanziamento deliberato il primo luglio del 2019 ed erogato un mese dopo pari a 150mila euro concesso per esigenze di natura finanziaria relative all’attività dell’azienda per la durata di 5 anni dalla Banca del Mezzogiorno, Medio Credito Centrale spa, assistito da una garanzia primaria rilasciata dal Fondo Nazionale di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese e si appropriava della somma - secondo la prospettazione accusatoria - conseguendo un ingiusto profitto impiegandolo in finalità estranee a quelle sociali e per scopi diversi da quelli per i quali era stato concesso il finaziamento». Gli investigatori hanno ricostruito anche alcuni bonifici pari a 73mila euro: «Erano all’indirizzo di soggetti privi di coerenza - ha osservato la Procura nel capo di imputazione - tra l’attività esercitata e quella dell’azienda dove l’imputato era amministratore». Inoltre dagli accertamenti è emerso che sempre in qualità di amministratore avrebbe prospettato false esigenze finanziarie connesse all’operatività della società che a quella data era inattiva e il 18 maggio del 2020 richiedeva e otteneva un prestito di 25mila euro con finalità reintegro circolante legato all’emergenza del Covid.
Un altro importo invece è pari a 120mila euro in questo caso il mutuo era con Bper Banca con garanzia di Fidimpresa. Questo episodio era avvenuto il 26 agosto del 2019 con l’erogazione del finanziamento. Contestata anche un’altra erogazione del mutuo chirografario che risale al 14 febbraio del 2020. Le indagini erano state condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Latina. Ieri si è svolta l’udienza preliminare nei confronti dell’imputato, in aula il pubblico ministero Valentina Giammaria ha ricostruito i fatti e alla fine ha chiesto il processo nei confronti dell’uomo mentre la difesa ha chiesto il non luogo a procedere. Alla fine il giudice dopo la camera di consiglio ha accolto la prospettazione dell’accusa e ha letto il decreto che dispone il giudizio.
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