Il fatto
22.01.2026 - 08:00
«In un foglio Excel sul computer che abbiamo sequestrato ad Antonello Lovato abbiamo trovato un elenco di nominativi: erano i lavoratori stranieri, c’era Soni la compagna di Satnam e in questo file c’erano altri nominativi di persone indiane. Abbiamo visto che per lei la paga era di 22 euro per quattro ore».
È quello che ha riferito un carabiniere della Compagnia di Latina che ha svolto l’attività investigativa nell’indagine che ha portato a contestare il caporalato nel processo che vede Renzo e Antonello Lovato, padre e figlio, imputati nel procedimento penale dell’inchiesta conosciuta come Satnam bis. Ieri nel corso di un lungo dibattimento durato oltre tre ore sono stati ascoltati i Carabinieri che si sono occupati delle indagini.
«Nel computer che abbiamo sequestrato - ha aggiunto l’investigatore - c’erano le copie dei passaporti dei braccianti stranieri, abbiamo accertato anche che per chi lavorava non vi erano riposi settimanali». Il sequestro era scattato in occasione della notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Antonello Lovato nell’operazione per la morte del bracciante agricolo indiano.
«Era stato sequestrato un computer portatile, un computer fisso, un telefono cellulare e alcune chiavette» ha detto il militare. Secondo la difesa degli imputati, quei numeri relativi alle ore e agli importi con i nomi dei braccianti invece sono un’interpretazione.
Un altro investigatore - in servizio al Comando Provinciale di Latina - si è soffermato sui contatti tra gli imputati e Satnam Singh. «Dai tabulati abbiamo accertato che c’erano dei contatti tra Renzo Lovato e Satnam Singh e tra Antonello Lovato e Satnam Singh» ha riferito. Il processo che si è svolto davanti al giudice Clara Trapuzzano Molinaro e al pm Marina Marra, è andato avanti fino al tardo pomeriggio per ascoltare in tutto sei testimoni, tutti investigatori dell’Arma dei Carabinieri.
«Dopo la morte di Satnam Singh abbiamo raccolto una serie di testimonianze, oltre che sull’infortunio del bracciante agricolo anche sulle condizioni di lavoro nell’azienda dei Lovato - ha detto l’ufficiale dei Carabinieri Monica Loforese che ha coordinato l’indagine - e abbiamo sentito la moglie di Satnam Singh». Ha ribadito che nell’azienda dei Lovato c’erano due lavoratori regolari. Il via agli accertamenti a partire dal 19 giugno del 2024 a seguito della morte del bracciante indiano.
«Il tragico evento e cioè la morte di Satnam ha portato ad approfondire le condizioni di lavoro dei braccianti: a partire dalle dichiarazioni di Soni. È stato questo il punto di partenza. Abbiamo ascoltato come persone informate sui fatti molti braccianti che hanno lavorato con Satnam, alcuni erano testimoni dell’infortunio sul lavoro e poi abbiamo sentito i lavoratori dell’azienda. Il 20 giugno abbiamo fatto un controllo e ispezionato l’azienda, c’erano due lavoratori italiani regolarmente assunti nell'azienda di Antonello Lovato», ha ribadito un altro carabiniere che ha condotto un’ispezione nell’azienda davanti ai due imputati, presenti in aula.
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