Arrivano nuovi provvedimenti disciplinari legati alla tragedia di Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita nella sua camera l’11 settembre, primo giorno di scuola. Dopo la sospensione della dirigente scolastica dell’istituto “Pacinotti” di Fondi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito avrebbe disposto sanzioni anche nei confronti di altre due insegnanti con ruoli di responsabilità.
Secondo quanto emerso, la vicepreside dell’istituto è stata sospesa per 20 giorni dall’insegnamento, mentre per la responsabile della succursale di Santi Cosma e Damiano la sospensione sarebbe di 10 giorni. Per entrambe è prevista anche la decurtazione dello stipendio.
La decisione, basata su una relazione ispettiva, si inserisce in un contesto già segnato da forte tensione e da un dolore che non si placa. Nel documento, la dirigente viene indicata come responsabile per la propria “funzione dirigenziale”, mentre nei confronti della vicedirigente e della responsabile di sede si parlerebbe di “condotte omissive”, cioè di mancate azioni o interventi.
La morte del ragazzo, secondo quanto ipotizzato, potrebbe essere collegata ad episodi di bullismo subiti a scuola. Sul caso sono aperte due inchieste: una della Procura di Cassino contro ignoti per istigazione al suicidio e una della Procura dei minorenni di Roma che, per lo stesso reato, ha iscritto nel registro degli indagati quattro coetanei.
Intanto attorno ai provvedimenti disciplinari si accende la polemica. Il padre di Paolo, Giuseppe Mendico, giudica le sospensioni troppo leggere e annuncia battaglia, in attesa di leggere integralmente la relazione ministeriale. Di segno opposto la posizione del sindacato Flc-Cgil, che parla di rischio “capro espiatorio” e invita a non individuare responsabilità individuali prima che le indagini chiariscano definitivamente i fatti.
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