Il fatto
27.01.2026 - 10:00
Prima udienza ieri davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Francesca Ribotta con l’apertura del dibattimento, del processo che vede imputato l’ex Presidente del consorzio del Centro Commerciale Morbella di Latina, Salvatore Centola. Deve rispondere dei reati di estorsione e truffa. L’inchiesta era scattata a seguito della denuncia di alcuni esercenti e in un primo momento la Procura non aveva ravvisato i margini per esercitare l’azione penale: le parti offese avevano presentato un’ opposizione alla richiesta formulata dal magistrato. Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario aveva accolto questa prospettazione firmando un’ ordinanza e disponendo l’imputazione coatta. I fatti sono avvenuti a Latina dal dicembre del 2017 al dicembre del 2020. L’imputato è difeso dall’avvocato Gaetano Marino, le parti offese sono rappresentate dagli avvocati Renato e Luca Archidiacono, Antonio Leone, Daniele Prete, Giulio Mastrobattista. Sono undici i testimoni che saranno ascoltati nel processo: da un investigatore che all’epoca dei fatti prestava servizio alla Digos a due finanzieri in servizio al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza. E poi saranno ascoltati diversi commercianti del centro commerciale. Ieri è stato dichiarato aperto il dibattimento, l’udienza con l’audizione dei primi testimoni è fissata per il 23 febbraio. Era stato il gip a mettere in evidenza le condotte di Centola come riportato nelle carte dell’inchiesta: «Le indagini documentano reiterate modifiche dello statuto, finalizzate ad ostacolare i diritti dei vari consorziati».
E’ emerso che il clima era diventato molto teso, in un caso - come riportato nel capo di imputazione - l’imputato avrebbe tirato uno schiaffo ad un commerciante. Il gesto era stato accompagnato anche da una serie di minacce che andavano tutte in una direzione: «minacciava azioni giudiziarie pretestuose nei confronti dei consorziati, per asserite violazioni dello statuto consortile pretestuosamente contestate, procurava a sè o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno pari alle sanzioni irrogate». Nel procedimento penale sono nove le parti offese tra cui alcune società e due imprenditori. La Procura aveva contestato anche la truffa. «Per inibire il voto nel consiglio di amministrazione del Consorzio del centro commerciale Morbella di tutti i consorziati tramite l’estromissione di consiglieri dal Consiglio di Amministrazione non graditi, la nomina a consiglieri di suoi familiari o persone a lui gradite; la modifica dello statuto consortile, inducendo in questo modo i consorziati del centro - secondo quanto contestano gli inquirenti - destinatari di sanzioni pecuniarie onerose a cedere le attività commerciali esistenti nella struttura a prezzi inferiori ai valori del mercato».
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