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Terracina, accerchiata e picchiata dal branco

Cinque ragazzine, nemmeno 14enni, si scagliano contro una coetanea con pugni, schiaffi e calci in via Roma

Terracina, accerchiata e picchiata dal branco

Un frame del video della rissa

L’hanno accerchiata, strattonata e picchiata con schiaffi, pugni e calci. A un passo dalla scalinata della Chiesa del Santissimo Salvatore di via Roma, a Terracina. Qualcuno ha ripreso alcuni momenti dell’aggressione: si sentono le urla, le offese, le minacce e anche una risata. In azione il “branco”, in questo caso cinque ragazzine di nemmeno 14 anni che si sono scagliate come furie contro una coetanea che, a causa delle ferite subìte, soprattutto i colpi sul volto, è finita in ospedale col naso rotto.

L’episodio domenica sera, intorno alle 19, quando i marciapiedi della strada principale della città stavano iniziando a svuotarsi a causa della pioggia. Il pestaggio è proseguito anche dall’altra parte della carreggiata, sul mattonato di Piazza Garibaldi, dove qualche persona presente ha deciso di intervenire frapponendosi tra il “branco” e la ragazza presa a bersaglio. Solo alla presenza degli adulti si è placata l’aggressività delle assalitrici.

Adesso sono ancora in corso gli accertamenti da parte dei poliziotti del Commissariato di via Petrarca che, allertati da qualche passante, sono giunti sul posto insieme agli operatori sanitari del 118. La Polizia, che tiene costantemente monitorata la zona proprio per la presenza di tanti gruppetti di giovanissimi, sta cercando di risalire all’identità delle ragazzine che hanno dato vita alla selvaggia aggressione in modo da poter convocare i rispettivi genitori in Commissariato.

«L’aspetto più terrificante è che questi episodi stanno succedendo con troppa frequenza a Terracina - è stato uno dei commenti che si sono succeduti sui social, la gran parte dopo la pubblicazione del video da parte della nostra testata -. Davanti a certe scene non ci sono parole. Nessuna motivazione può essere valida. La violenza va sempre e solo condannata».

Tra le reazioni ci sono quelle, tante, di chi ha sottolineato la responsabilità dei genitori: «Dobbiamo ringraziare il clima di permessivismo che sta regnando negli ultimi anni. Si giustifica tutto e non si interviene. Molti genitori sono assenti, preferiscono che i figli stiano in strada per lasciarli liberi di fare altro. Di certo non si preoccupano di educare questi ragazzi che, evidentemente, hanno dentro rabbia ma anche cattiveria».

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