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Il fatto

"Se non paghi ti arrestiamo". Anziano invia 40.000 euro al truffatore

Raggirato da un finto operatore di polizia, imprenditore in pensione ha effettuato un bonifico. La frode dell'auto utilizzata per una rapina

"Se non paghi ti arrestiamo". Anziano invia 40.000 euro al truffatore

Vittima di un raggiro via telefono, un anziano del capoluogo ha inviato denaro a un truffatore credendo che la chiamata provenisse dalle forze di polizia: non si è reso conto che si trattava di una finzione e ha effettuato un bonifico in favore del conto corrente bancario indicato dall’impostore, inviando circa 40.000 euro.

L’episodio si è registrato nei giorni scorsi ai danni di un imprenditore di 85 anni in pensione ed è emerso quando l’anziano ha raccontato l’accaduto ai congiunti.

A quel punto è scattato l’intervento degli investigatori della Polizia che stanno lavorando per risalire agli autori della frode, con ogni probabilità una banda di specialisti. Sono in corso anche i tentativi di bloccare la trasmissione del denaro.

Il raggiro è lo stesso utilizzato anche in altre circostanze, perché il telefonista ha finto di essere un operatore delle forze di polizia, sostenendo che una macchina intestata all’anziano era stata utilizzata per una rapina e doveva pagare una somma per evitare l’arresto. L’uomo ha creduto all’inganno e si è messo a disposizione: quando il truffatore ha capito che il pensionato aveva una disponibilità economica importante, gli ha chiesto di effettuare un bonifico in suo favore e gli ha dettato il codice iban.

Detto fatto, l’anziano ha seguito le istruzioni e si è recato in banca, vicino casa per il versamento. Le coordinate bancarie del beneficiario sono state acquisite dalla polizia per risalire all’intestatario, nell’ambito dell’indagine che prevede anche l’analisi dei tabulati del telefono per individuare l’utenza utilizzata dall’impostore.

Purtroppo non si tratta di un caso isolato, perché le forze di polizia nelle ultime settimane hanno ricevuto numerose segnalazioni di raggiri e tentativi di questo genere. La Questura infatti, sabato, ha inviato una nota per invitare gli anziani a prestare la massima attenzione, seguendo una serie di consigli per prevenire i raggiri di questo genere. Prima di tutto bisogna ricordare che le forze di polizia non chiedono soldi, tantomeno per telefono, neppure gli estremi bancari.

Anzi, è bene sospettare di chi telefona chiedendo dati sensibili o peggio prospetta una situazione di pericolo per provocare uno stato d’ansia, ed è sempre bene chiudere la comunicazione avendo la certezza che dall’altra parte la comunicazione non sia rimasta aperta prima di chiamare il 112 perché in molti casi i truffatori lasciano la cornetta alzata e fingono di rispondere nuovamente.

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