Cerca

Giudiziaria

Assoluzione per l'omicidio in via Dormigliosa: «Prove fragili e teste inattendibile»

Morte di John Eric, pubblicate le motivazioni della sentenza del novembre 2025 che hanno fatto cadere le accuse nei confronti del nigeriano David Ojo

Omicidio in via Dormigliosa, arriva l' assoluzione

La responsabilità penale di David Ojo in occasione dell’assassinio di John Eric, avvenuto il 13 novembre 2023 in via Dormigliosa a Sermoneta a margine di una festa di commemorazione tra connazionali nigeriani, non è emersa oltre ogni ragionevole dubbio e per questo il 39enne nigeriano, connazionale della vittima di quel tragico evento, è stato assolto. Così ha deciso il giudice Gian Luca Soana, presidente della Corte d’Assise del Tribunale di Latina e composta inoltre dal giudice Mario La Rosa e da altri 6 membri della giuria popolare. È questa la motivazione riportata nella sentenza emessa lo scorso 18 novembre ma pubblicata solo nelle scorse ore. Motivazione che da una parte spiega come, il corredo indiziario a carico di David Ojo, difeso dall’avvocato Alfredo Frateschi dopo che lo stesso Ojo era in carcere da qualche mese, si presenta insufficiente e non resiste a spiegazioni alternative dell’accaduto, specialmente perché il teste chiave su cui si fonda la prospettazione accusatoria, è portatore di un interesse contrapposto, essendo emersi indizi non trascurabili a suo carico, nel corso del giudizio. La stessa sentenza sottintende anche che, dopo questa assoluzione dovranno esserci nuove indagini perché il colpevole di quell’omicidio così cruento, è ancora in libertà.


Proprio l’avvocato Alfredo Frateschi ha voluto evidenziare alcuni aspetti della vicenda. «La Corte d’Assise, pur non potendo comandare o indirizzare nuove indagini, ha lanciato un monito tramite la sentenza stessa, sollecitando - afferma - il pubblico ministero a valutare altre piste investigative La sentenza dopo due anni assolve David Ojo per un ragionevole dubbio che non sia stato lui a uccidere John Eric, ma allo stesso tempo fissa con certezza che c’è un assassino in libertà. Altra certezza, aggiungo io, è che David Ojo è stato due anni e 5 giorni in carcere da innocente e in questo arco di tempo ha perso tutto. Personalmente posso dire che purtroppo abbiamo assistito agli effetti di un’indagine sicuramente complessa, ma troppo affrettata e approssimativa oltre che basata in qualche modo su un pregiudizio. La Corte di Assise, allo stesso tempo lascia aperti due spiragli riferiti a due soggetti che avevano avuto criticità nei confronti della vittima. Il mio assistito è stato in carcere per mesi senza sapere il perché. Non capiva l’italiano e ha ricevuto una notifica nella sua lingua solo nel settembre 2024».

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione