Patrizio Forniti è un nullatenente. Dal 2011 non ha più presentato alcuna dichiarazione dei redditi. Negli anni precedenti, da dipendente di diverse società soprattutto di rivendita di auto come Bm Auto, Selection Cars, o Petrol Gas Service, Spazio Uno, ha dichiarato redditi dal 1998 al 2011 per circa 245 mila euro. Non ha case, ville o terreni a suo nome, ma è stato negli anni socio o amministratore di alcune società quasi tutte poi chiuse e cancellate dal Registro delle imprese.
A lui però gli inquirenti collegano in particolare una società, la Mamo Advertising, con cui Forniti avrebbe operato fatturando ordini fittizi di materiale pubblicitario per far rientrare in Italia somme dall’estero. In uno dei garage della società in via Nerva, i Carabinieri nel 2020 trovarono 20 chili di cocaina.
Le abitazioni della famiglia, quelle in Anzio sono tutte a nome delle figlie o della madre, come della madre, venuta a mancare, era la villa a Campoleone, quella con piscina, con il bunker sotterraneo e la via di fuga sotterranea. Gli inquirenti e il Tribunale hanno posto sotto sequestro anche alcuni villini nella zona di via Monti Lepini, tutti intestati alla moglie che con Forniti si trova in carcere in Marocco. Di fatto il boss apriliano a suo nome ha solo una vettura, una Fiat del 2002, la moglie ne ha invece 7, tra cui due minicar. Altri veicoli e immobili sono intestati alle figlie. Ha però, Forniti, alcuni conti a suo nome. Ed analizzando i flussi in entrata e uscita gli inquirenti hanno potuto notare passaggi spropositati, di certo non consoni al reddito “zero” dichiarato. Sui suoi conti tra il 2015 ed il 2025 sono entrati circa 454.000 euro, e sono praticamente riusciti tutti. Tutto il nucleo familiare, compresa la madre sul cui conto entrano 199mila euro e ne escono 194mila, movimenta in modo tracciato circa 1 milione e 400mila euro. L’incidenza - sottolineano gli inquirenti della Finanza, sul reddito familiare, è pari a zero, ma movimenta questa cifra che è pari al 32% del totale. Di quei 454.129,03 euro, 269.583 sono versamenti in contante, operazione che «non trova alcuna giustificazione adeguata data l’assenza di reddito del proposto». Forniti e moglie da tempo oramai non erano più residenti in Italia, ma in Lussemburgo e le indagini hanno quindi coinvolto organismi internazionali. E’ così che emerge la figura di una donna, Rosa U. (moglie di uno degli altri indagati) che gestiva con la completa fiducia di Forniti, le risorse del gruppo criminale, sempre su precise indicazioni del boss. Insomma per l’autorità giudiziaria si conferma «una rilevante sperequazione per tutto il periodo degli accertamenti (2014- 2023) per un totale complessivo di euro -760.867,28. La sproporzione deriva dalla differenza tra i redditi dichiarati (redditi per alcuni anni inesistenti), gli investimenti in beni immobili, mobili e le disponibilità finanziarie per le quali non è stata trovata giustificazione nelle “entrate” ufficiali del predetto nucleo familiare». Al termine dell’analisi dei cespiti e delle proprietà dell’intero nucleo familiare di Forniti, se ne riconosce la pericolosità sociale sin dal 1990, si riconosce che il patrimonio a lui riconducibile è stato creato in questo periodo, è di valore spropositato ed è soprattutto, frutto del reimpiego di profitti illeciti. Scatta il sequestro.