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Giudiziaria

Attentato incendiario all'auto del sindaco, Zizzo presenta un esposto contro un teste

Al processo è stato sentito il pentito Iannicelli. Il principale imputato in aula con Pasquale Spirito, non riconosciuto dal collaboratore di giustizia

Attentato incendiario all’auto del sindaco, il Comune parte civile

Vincenzo Zizzo è in aula mentre il pentito Salvatore Iannicelli parla di quando ha comprato mezzo chilo di hashish e mezzo chilo di cocaina, nonostante questa storia, pur contenuta nei verbali del collaboratore, non c’entri nulla con la contestazione del processo sull’attentato contro il sindaco di Lenola. Il dibattimento si muove lungo una china ad alta tensione tra accusa e difesa. L’avvocato Giulio Mastrobattista, che rappresenta gli imputati Vincenzo Zizzo e Pasquale Spirito, ha depositato una denuncia per falsa testimonianza contro l’ufficiale esaminato nell’ultima udienza in relazione alle affermazioni inerenti il video sulla casa della vittima. Ieri però larga parte del dibattimento è ruotata attorno, appunto all’esame del pentito Iannicelli, un uomo che conosce molto bene il mercato della droga nell’area di Fondi ma che non è riuscito a riconoscere Pasquale Spirito nelle foto che gli sono state mostrate nel corso della deposizione. Presente in collegamento dal carcere di Sulmona anche il terzo imputato, l’albanese Riza Muco.

Ieri doveva essere la data decisiva per ascoltare il principale imputato, Vincenzo Zizzo appunto ma il suo esame è stato rinviato all’udienza del 24 aprile prossimo. Come si sa i fatti contestati sono avvenuti a settembre 2023: l’auto del sindaco Lorenzo Magnafico fu data alle fiamme da un giovane poi fuggito. L’autore materiale del rogo doloso non è stato ancora individuato mentre Zizzo è considerato il mandante dell’attentato perché avrebbe avuto dell’astio contro il primo cittadino, legato secondo le contestazioni (anche) alla raccolta della legna su un terreno espropriato per l’ampliamento del cimitero del paese. Secondo le contestazioni della Procura contro il sindaco si progettava un attentato più grave, un investimento, oltre al progetto di appiccare il fuoco ad un centro sociale sempre molto frequentato. Il Comune di Lenola è costituito parte civile nel processo per i danni morali causati da questa vicenda oltre che per l’effetto specifico sul sindaco Magnafico.

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