Il fatto
13.03.2026 - 13:30
Un attentato incendiario che aveva scosso, di nuovo, la città di Aprilia quello che a metà dicembre dello scorso anno, aveva distrutto una vettura parcheggiata sotto un palazzo di via Ugo La Malfa e parte dello stabile.
Per quel rogo ieri pomeriggio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina ha infatti interrogato in via preventiva, un 31enne di Aprilia. La Procura, nella persona del procuratore aggiunto Luigia Spinelli, chiedeva infatti la detenzione in carcere per l’indagato visto anche il potenziale del rogo che, secondo le ipotesi degli inquirenti, avrebbe dovuto anche estendersi all’abitazione del proprietario dell’auto.
E’ proprio l’identità del soggetto a cui appartiene l’auto incendiata e l’appartamento in questione a rendere l’episodio di particolare delicatezza. Si tratta infatti del 51enne Simone Amarilli, uno dei pochi indagati nell’inchiesta “Assedio” che aveva ottenuto gli arresti domiciliari e che poi era stato liberato. Un soggetto molto vicino al presunto boss apriliano Patrizio Forniti e alla sua famiglia. Al Gip la difesa dell’indagato avrebbe chiesto naturalmente di non applicare alcuna misura, ma soprattutto una riqualificazione del reato ipotizzato dagli investigatori della Mobile e della Procura che prevede incendio doloso.
E’ stato chiesto di passare ad una ipotesi di danneggiamento a seguito di incendio che a differenza dell’ipotesi di incendio doloso non prevede l’aggravante dell’intento e del conseguente pericolo pubblico. Al momento non è dato sapere cosa abbia riferito al giudice che lo ha interrogato, e a cui avrebbe risposto e chiarito la propria posizione. Non è chiaro al momento, ma sembra poco probabile, se il gesto sia riconducibile a questioni legate alle attività che si contestano alla parte lesa in questo specifico caso. Potrebbe essere stato il gesto di rivalsa per motivi più personali. Ma si dovrà attendere qualche giorno per uscire dal campo delle ipotesi. Nel frattempo il giudice Romano si è preso del tempo per decidere.
L’altro attentato qualche mese prima
Sempre lì, in via La Malfa, qualche mese prima, ignoti avevano fatto deflagrare un ordigno esplosivo che era stato lasciato sul marciapiedi. L’esplosione aveva scagliato detriti e schegge fino al quarto piano di quella stessa palazzina ferendo in modo lieve un residente che stava dormendo. Al 31enne però non viene contestato nulla in merito a questo precedente.
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