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Il caso

Omicidio nella Rsa, parola ai periti del Tribunale

Tre medici accusati di omcidio colposo, le conclusione di uno psichiatra e del medico legale

Omicidio nella Rsa, parola ai periti del Tribunale

Secondo i due consulenti la situazione nella Rsa dove poi avvenne l’omicidio  doveva essere monitorata dagli infermieri  - come di solito accadeva - con l’eventuale adozione di misure di sicurezza e la responsabilità di vigilare non era riconducibile ai medici indagati.  

Nel maggio del 2021 Franco Zampierollo, 67 anni di Latina,  ha ucciso l’ex giudice onorario Enrico Tamburrino anche lui ricoverato sempre nella stessa struttura sanitaria al termine di una feroce aggressione. Ieri in Tribunale a Latina si è svolto l’incidente ed è stato il turno delle conclusione dei due consulenti nel corso dell’incidente probatorio che si è svolto davanti al giudice Laura Morselli e al pubblico ministero Marco Giancristofaro, titolare dell’inchiesta che vede imputati tre medici accusati di omicidio colposo.

Il gip aveva affidato l’incarico a un medico legale Raffaella Rinaldi e allo psichiatra Matteo Lippi per depositare l’elaborato peritale e accertare la responsabilità di tre medici sulla «non corretta gestione» del paziente».  

La vittima era stata colpita da calci e pugni. Le indagini hanno ricostruito i fatti: Zampierollo, aveva mostrato un atteggiamento aggressivo appena entrato nella struttura e, riuscendo a uscire dalla sua stanza, aveva aggredito Tamburrino. Difeso dall’avvocato Gianni Lauretti e dall’avvocato Pier Giorgio Marinelli era stato assolto per incapacità irreversibile di partecipare al processo.

La parola adesso alla luce di quello che è emerso dalle conclusioni dei due periti è alla Procura. 

Le modalità dell’aggressione erano state  violente. Tamburrino era morto dopo diversi giorni di agonia a causa di un quadro clinico compromesso e per le profonde ferite riportate. 

La Procura di Latina aveva affidatro gli accertamenti sia ai Carabinieri del Nas che al personale della Squadra Mobile che avevano ricostruito i fatti. A quanto pare l’atteggiamento del 67enne era stato aggressivo quando era entrato nella struttura sanitaria. Zampierollo - in base alla ricostruzione degli inquirenti - era riuscito ad uscire dalla stanza dove era ricoverato.

Nel dicembre del 2023 il giudice Mario La Rosa aveva assolto Zampierollo,  per incapacità irreversibile di partecipare al processo. Doveva rispondere del reato di omicidio preterintenzionale. Era emerso che l’uomo è affetto da una patologia psichica e ha una demenza.

Nell’inchiesta sui medici indagati per omicidio colposo il collegio difensivo dei medici che sono indagati a piede libero è composto dagli avvocati Adriana Anzeloni, Paolo Benedetto Faralli, Maria Concetta Belli. 

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