Condanna a quattro anni e quattro mesi di reclusione per Catia Padovan, 39 anni, con la riqualificazione del reato di rapina in furto con strappo e del furto aggravato in furto semplice e l’assoluzione dalle lesioni.
Condanna a un anno e due mesi per l’altro imputato Abdherrahim Essaadaoui, 39 anni anche lui. È questa la sentenza emessa ieri pomeriggio dal Collegio Penale del Tribunale di Latina - presieduto dal giudice Mario La Rosa e composto dai giudici Elena Sofia Ciccone e Valentina Mongillo per dei fatti avvenuti a Sabaudia nell’estate del 2024 dove la Procura aveva contestato la rapina e le lesioni. Ieri il processo si è definitivamente concluso con la sentenza.
Nei confronti dei due imputati la Procura aveva chiesto il giudizio immediato. Come riportato nelle carte dell’inchiesta - secondo l’accusa - l’uomo e la donna avevano rapinato uno straniero: Essaadaoui avrebbe colpito la vittima con una testata al volto e in un secondo momento sarebbe arrivata la Padovan. I fatti davanti ad un negozio di alimentari.
Il bottino della rapina aveva fruttato un telefono cellulare e 40 euro. La parte offesa era stata portata in ospedale al Santa Maria Goretti di Latina e aveva riportato una prognosi di 30 giorni. La Procura aveva contestato nei confronti della Padovan la rapina ai danni di una donna 72 anni, a cui aveva sottratto un collier d’oro che aveva al collo per un valore di 3mila euro. La vittima della rapina era rimasta ferita ed era stata trasportata in ospedale al Fiorini di Terracina e aveva riportato una prognosi di dieci giorni. L’episodio era avvenuto mentre la parte offesa stava rientrando in auto in sella ad una bici elettrica.
I fatti il 20 settembre del 2024, erano stati i Carabinieri della stazione di Sabaudia a risalire ai due presunti responsabili. Ieri in aula il pubblico ministero Francesco Caporotundo aveva chiesto al termine della sua requisitoria la condanna a sei anni per Catia Padovan e a cinque anni e tre mesi per Abdherrahim Essaadaoui mentre il collegio difensivo composto dagli avvocati Mauro Falsetti e Ernesto Renzi, ha cercato di scardinare le accuse per i propri assistiti chiedendo l’assoluzione. Al termine della camera di consiglio i giudici hanno letto la sentenza. Scontato il ricorso in Appello