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Giudiziaria

Carte false e accuse infondate, ex consigliere comunale condannato per calunnia

Modesto Sportiello si inventò di essere perseguitato dalla Giunta Santomauro e da alcuni funzionari che accertarono i suoi debiti e l’incompatibilità. Sequenza assurda partita nel 2020

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L’ex consigliere comunale Modesto Sportiello ha fatto carte false (letteralmente) per cercare di far condannare la Giunta guidata da Gerardo Santomauro e alcuni dipendenti dell’ente, in seguito assolti. L’intera vicenda è iniziata a causa di una concessione demaniale per gli approdi e poi si è trasformata in una sequenza per certi versi incredibile. Adesso sono state pubblicate le motivazioni della sentenza del gup Domenico Di Croce che ricostruisce l’accaduto e attesta che Sportiello depositò in Procura a Cassino un esposto nel quale sosteneva di essere perseguitato ingiustamente da amministratori e funzionari, supportando quella denuncia con documenti falsi di cui il giudice ha chiesto la distruzione nel contestuale verdetto di condanna per calunnia a carico dell’ex consigliere. Che nel frattempo è diventato delegato ai lavori pubblici dell’attuale maggioranza.

Modesto Sportiello nel 2020 ricevette due avvisi di altrettanti procedimenti amministrativi a suo carico per debiti di imposte dovute per delle concessioni demaniali finalizzate all’attracco di natanti sull’isola. L’importo richiesto era notevole, in totale, da accertamento, oltre 18mila euro. Davanti all’avvio della procedura di verifica l’allora consigliere si difese sostenendo che le concessioni erano passate ad altra società; all’epoca (2018-2020) l’amministrazione comunale gli chiese la prova del passaggio di titolarità e soprattutto dell’autorizzazione alla stessa che è obbligatoria.

La prova di tale passaggio di titolarità della concessione per i pontili è stata definita un documento falso in base alla perizia disposta dal Tribunale di Cassino e redatta dalla consulente Maria Concetta Aquilino. Tutto questo è emerso nel corso del procedimento penale aperto dalla Procura di Cassino a carico di Gerardo Santomauro, Pasquale Bernardo, Aurelio Matrone, Ermanno Taliercio, Lucio Nicolella, Umberto Matrone, Valerio Carlin, Atonina Rodà, Francesco Romagnoli, indagati a seguito della denuncia presentata da Modesto Sportiello che sosteneva di essere perseguitato visto l’accertamento sulla concessione e la richiesta di documentazione.

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