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Il processo

Satnam bis, il racconto in aula: ci tolsero dei soldi dallo stipendio

Udienza per caporalato che vede imputati Renzo e Antonello Lovato Ascoltati i braccianti

Satnam bis, il racconto in aula: ci tolsero dei soldi dallo stipendio

"Lo stipendio mi veniva dato da Renzo Lovato, la persona che ho riconosciuto nell'album fotografico che mi è stato mostrato. A settembre del 2023 avevo guadagnato 800 euro, ma a ottobre l'importo era minore. Mi hanno tolto 25 euro perché ci hanno detto che lavoravo male, questo era successo non soltanto a me ma anche ad altri colleghi". È il racconto di uno dei testimoni, un bracciante agricolo di origine indiana, nel processo sul caporalato davanti al giudice del Tribunale di Latina Clara Trapuzzano Molinaro che vede imputati con l'accusa di caporalato Renzo e Antonello Lovato, rispettivamente padre e figlio ritenuti i presunti responsabili di caporalato. In aula davanti al Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli e al pm Marina Marra è stato il turno di un bracciante che lavorava nell'azienda agricola di Borgo Santa Maria.

Il testimone ha detto che per lavorare in campagna prendeva 5 euro e 50 centesimi: "Iniziavo alle 7 fino alle 5 del pomeriggio, quasi tutti i giorni, alcuni giorni facevamo riposo. Lavoravo anche la domenica dalle 7 fino a mezzogiorno in base al lavoro che c'era. Mi portavo l'acqua da casa. Quando le zucchine erano poche c'era un giorno di riposo alternato a giorni di lavoro. Per un mese e mezzo ho lavorato invece tutti i giorni e poi ho avuto i giorni di riposo. Facevamo la mattina una pausa di dieci minuti alle 9 - ha detto - mangiavamo qualcosa che ci eravamo portati da casa. In caso di infortunio non avevamo una cassetta di pronto soccorso". In aula il testimone ha riconosciuto i due imputati da un album fotografico. "Non sono mai stato visitato da un medico - ha aggiunto avevamo i bagni, - ha detto poi rispondendo alle domande della difesa dei Lovato - c'era l'acqua, il water e il lavandino. Un bagno era a 15 minuti di distanza l'altro a tre massimo cinque minuti e chiedevo di andare in bagno a un collega di cui non ricordo il nome. Ho utilizzato i bagni, funzionavano".

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Mario Antinucci, Stefano Perotti e Valerio Righi. Diverse le parti civili: il Comune di Latina è rappresentato dall’avvocato Cinzia Mentullo e si è costituito parte civile. Il Comune di Cisterna - rappresentato dall’avvocato Maria Belli - è parte civile. Nel processo si è costituita la Regione Lazio, rappresentata dagli avvocati Lisa Angarano e Carlo D’Amata. Il processo riprende il prossimo 8 aprile.

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