Protetsa questa mattina davanti al carcere di Latina in via Aspromonte degli agenti della polizia penitenziaria. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica sulla carenza di organico nel reparto femminile del carcere."Delle 18 unità presenti, di cui due appartenenti al ruolo dei sovrintendenti, solo 12 sono impiegate in turnazioni h 24, nonostante i gravosi compiti svolti nell'ambito del reparto detentivo con il prolungamento dei turni per esigenze di servizio", denunciano i sindacati. Le organizzazioni chiedono interventi urgenti da parte del DAP, "mentre alla Direzione di Latina viene richiesta "un'urgente  rivisitazione dell'organizzazione del lavoro che renda equa la distribuzione dei carichi dello stesso" spiegano i segretari di CislFns, Tramentozzi, di Uspp, Nigro e della Fp Cgil, Rota.

Gianni Tramentozzi della Fns Cisl spiega: "Attualmente mancano nel Lazio negli Istituti Penitenziari A.P. 465 unità (4.052 previsti rispetto agli attuali 3.587). Personale che manca anche nell'Istituto di Latina in special modo quello femminile, risultano amministrati 114 unità rispetto ai previsto 141. Nello specifico mancano : 1 Commissario; 3 Ispettori Uomini; 10 Sovrintendenti Uomini; 3 Sovrintendenti Donne ; 3 Agenti Uomini ; 7 Agenti Donne. Mancano , quindi, 27 unità . La carenza è quindi del 20% che per istituto come Latina rappresenta una grossa difficoltà.
Il personale in servizio di Polizia Penitenziaria risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali dell'istituto dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista.
Occorre un ricambio generazionale considerato che il personale ha una età medio- alta. Preoccupa il dato di sovraffollamento nel carcere di Latina rispetto ai 78previsti ve ne sono 130 ( dato al 31 Maggio 2017). Per la Fns Cisl la previsione nella legge di stabilità 2016 di investimenti a favore del personale di Polizia Penitenziaria risulta solo un palliativo che non risolve il problema poiché vi è la necessità di adeguare alle esigenze reali le dotazioni organiche del personale di polizia penitenziari a e non certo come avvenuto tagliare le piante organiche come previsto dalla legge Madia.  Basta poi anche con i piantonamenti in corsia all'ospedale Goretti di Latina. La Fns/Cisl è già intervenuta sulla chiusura, ormai da vari mesi, delle cosiddette celle attrezzate per i detenuti presso il nosocomio del capoluogo pontino.
Tale situazione crea enormi criticità con rischi per il personale e per la sicurezza dei detenuti. Molto più sicuro, invece, il reparto con celle attrezzate, "dove più disciplinato era il controllo ad opera del personale penitenziario e maggiore riservatezza vi era per i detenuti stessi".
Purtroppo l'utenza non riguarda solo quella reclusa nel carcere di Latina ma anche a quello proveniente dalle zone limitrofi e ciò comporta un ulteriore aggravio di carico di lavoro per il personale che espleta servizio a Latina. Diversamente, invece, con il reparto aperto maggiore era la sicurezza , seppur si utilizzava un minor impiego di personale, e meno era il pericolo per la comunità". Gli uffici preposti della Asl devono fare il possibile affinché tale reparto possa riaprire quanto prima poiché tale servizio, non deve essere incluso nei tagli previsti dalla spending review, ma deve essere incluso in un discorso più generale di sicurezza e al contempo garantire più riservatezza per i detenuti stessi.