Rischia di naufragare ancor prima di iniziare il procedimento aperto contro ignoti per la violenza subita da una ragazza di Latina nel 2013 e che ieri è arrivato davanti al giudice delle indagini preliminari con richiesta di archiviazione della Procura cui, però, si è opposto l'avvocato della vittima. I fatti sono avvenuti in città, dove la ragazza risiede, e sono stati denunciati su iniziativa della madre di lei, entrambe assistite dall'avvocato Igino Belli, che anche nel corso dell'udienza di ieri ha ribadito di opporsi all'archiviazione in quanto dalla documentazione e dalle dichiarazioni contenute nell'esposto della ragazza si potrebbe risalire all'autore delle violenze, effettuando però ulteriori approfondimenti investigativi. Per questo è stato chiesto al gip di accogliere l'opposizione e rinviare gli atti alla Procura al fine di valutare di nuovo il contenuto della denuncia. Il gip si è riservato di decidere e in caso di accoglimento tutto l'iter per l'accertamento delle responsabilità ricomincerà dall'inizio, a quattro anni da quando c'è stata la violenza. La difesa della donna è convinta che si può arrivare al colpevole sulla base di riscontri finora ignorati e che coincidono con quanto dichiarato nell'immediatezza dei fatti dalla ragazza, riscontri che in questi quattro anni non sarebbero stati fatti e per questo si è arrivati alla richiesta di archiviazione in quanto impossibile attribuire responsabilità specifiche alla persona indicata dalla giovane vittima. Si tratta comunque di un procedimento difficile e con prove fragili seppure non impossibili da mettere insieme. Sullo sfondo una situazione complicata e una serie di tasselli da mettere in fila. La riserva del giudice dovrebbe essere sciolta nei prossimi giorni e solo allora si potrà capire se c'è un'altra chance per arrivare al responsabile della violenza.