23.12.2017 - 08:00
Il processo penale sui fatti relativi alla sparizione del decreto ingiuntivo con cui la società Condotte di Roma intimava alla Terme di Fogliano spa di pagare il corrispettivo dei pozzi scavati negli anni dell'amministrazione Finestra si è concluso con l'assoluzione degli imputati, e non ha dato conto delle ragioni che avrebbero portato qualcuno ad occultare quel documento, allo scopo di impedire che la spa delle terme potesse impugnare il decreto contestando la richiesta di Condotte. Né il processo ha fatto luce sui motivi che indussero l'allora Presidente della spa a riconoscere, con un'attestazione a penna su un foglio di carta bianca, il credito per l'escavazione dei pozzi e dunque a permettere all'azienda romana di poter ottenere dal giudice il decreto ingiuntivo che oggi, a distanza di vent'anni, ha segnato il definitivo tramonto dell'avventura termale a Capoportiere. Perlomeno quella che avrebbe visto il Comune di Latina promotore e protagonista dell'intrapresa.
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