La Regione Lazio ha revocato l'autorizzazione a una nota società di zona per l'allevamento degli amati frutti di mare al largo delle coste di Anzio e Nettuno. Una decisione, questa, arrivata a seguito del mancato pagamento del canone previsto dalla concessione, e anche per «per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di leggi o di regolamenti». Non una decisione improvvisa, ma un percorso iniziato da tempo con diverse segnalazioni riguardo il disuso di quell'area di allevamento di militi. Lo scorso anno, infatti, la Capitaneria di porto di Anzio aveva già diffidato la società per l'errato, e alle volte addirittura il mancato, posizionamento dei segnalamenti posti ai vertici dell'area in concessione visto che molte imbarcazioni erano rimaste impigliate nelle aree degli allevamenti in stato di semi abbandono. La situazione non cambia con il nuovo anno e a gennaio visto «il perdurare dell'inadempienza rispetto agli obblighi manutentivi imposti dal titolo concessorio» e valutata «la situazione di pericolo che ne può derivare per la sicurezza della navigazione in prossimità dell'ambito costiero», era stata avviata la procedura di decadenza e revoca dell'autorizzazione, anche se a maggio la società aveva segnalato di aver ripristinato i segnalamenti. Qui la situazione sembrava poter migliorare con la società che sembrava pronta a porre rimedio a tutte quelle contestazioni che avevano messo in dubbio l'autorizzazione per l'allevamento di cozze al largo di Anzio e Nettuno. La successiva ispezione di giugno, però, sempre da parte degli uomini della Capitaneria di porto di Anzio, aveva rilevato non solo la mancanza di segnalazione completa, ma anche il mancato pagamento di alcuni canoni di concessione. Una ennesima violazione che non ha lasciato margine alle autorità competenti fino a ieri, quando è arrivata la decisione definitiva da parte della Regione Lazio e l'addio all'autorizzazione per l'impianto di mitili al largo di Anzio e Nettuno.