Il Comune li definisce "smarriti" e in una determina in cui ne ratifica la sparizione, ne conta 3158. Libri della collettività, la cui storia nei mesi scorsi è salita alla ribalta: si era pensato che fossero stati trattenuti da cittadini che hanno dimenticato di restituirli. Non è così. I cittadini sono virtuosi: di libri che vanno in prestito, ne sfuggono intorno ai sette o otto l'anno. Invece gli oltre tremila volumi scomparsi nel nulla, hanno altra paternità: la negligenza. La storia non ha tutti i contorni precisi. Si può solo dire che il punto di partenza è quel prefabbricato in amianto di via Arene, che fungeva da deposito bibliotecario fino alla sua demolizione, nel 2012. Proprio con la demolizione, è iniziato il tortuoso percorso dei libri, circa 11 mila. Abbiamo provato a ricostruirlo.

Libri in vendita a un euro
È primavera/estate del 2012 quando un cittadino che passeggia nei pressi della spiaggia di Levante, vede una bancarella di libri in vendita a un euro. Strana la caratteristica di questi: sul dorso, portano tutti la targhetta della Biblioteca "Olivetti". Il passante ne acquista due e invece di fare lo gnorri, avverte la biblioteca. Comincia subito il tracciamento e si risale ai libri depositati nell'ex prefabbricato Arene, che però in quel periodo è stato demolito. Può essere che lo hanno smantellato con tutti i libri dentro? Gli addetti ai lavori denunciano quello che può definirsi un furto, i libri, circa 500, alcuni anche di un certo valore, vengono posti sotto sequestro giudiziario. Poi l'amara scoperta. Sotto le macerie dei prefabbricati, ci sono altri libri. Con fatica, vengono trasferiti da una ditta privata al terzo piano dell'istituto comprensivo di Borgo Hermada.

La custodia
Nell'istituto comprensivo i libri vengono scaricati in pessime condizioni. Spuntano delle foto che fanno gridare allo scempio. Con pazienza, i dipendenti della biblioteca "Olivetti" provano a recuperarli per trasferirli al nuovo deposito bibliotecario. Quattro mesi avanti e indietro da Terracina al Borgo per selezionarli. Un'impresa. Degli 11000 registrati al deposito, se ne salveranno solo circa 7000.

Le domande
Che fine hanno fatto i 3158 libri? Sono stati regalati? Un inizio d'indagine c'è stata, ma non ha portato a nulla. Voci di popolo parlano di libri buttati in mare da chi voleva disfarsene. Suggestioni. Ma le domande restano: chi doveva vigilare su quei libri? Quali atti amministrativi sono stati prodotti per trasferirli, ogni volta, da un posto all'altro? Chi ha eseguito i traslochi? Come hanno fatto 500 libri a finire in una bancarella estiva? E dove sono finiti gli altri volumi?