Ambiente sotto assedio: il Lazio è la quinta Regione per il numero di infrazioni legate a ciclo illegale dei rifiuti, abusivismo edilizio, ma anche reati contro la biodiversità, illeciti contro il patrimonio archeologico e per la piaga della corruzione in materia ambientale. È il quadro fotografato dall'associazione Legambiente nel dossier Ecomafia 2018 presentato ieri mattina a Roma.
In questa classifica, per numero di infrazioni la provincia di Latina arriva all'11° posto: sono state, in base ai numeri ottenuti e analizzati dall'associazione ambientalista, ben 581. A sorpresa, nel Lazio scendono i reati connessi al ciclo del cemento e all'abusivismo edilizio. Nel 2015 erano 514, nel 2016 375 e nel 2017 347. Forse ha influito anche la crisi economica, ma in alcune zone, come quella del Parco nazionale del Circeo, l'abusivismo edilizio resta una piaga. D'altronde lo dimostrano i dati dell'Ispra sul consumo di suolo.
Nel dossier di Legambiente non c'è solo il cemento. Anzi, a destare preoccupazione, almeno per "intensità", sono i reati contro la biodiversità. Roma è al primo posto con 510 reati, ma anche la provincia di Latina non scherza: 152 reati, 40 contro la fauna di terra e 112 contro quella di mare, così da arrivare al tredicesimo posto. Alla luce di quanto emerso, il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi torna a chiedere alla Regione l'istituzione dell'Osservatorio regionale Ambiente e Legalità «per contrastare le ecomafie di tutti i settori e sostenere i cittadini in ogni territorio», magari anche «con un focus specifico per monitorare l'attuazione della legge sugli ecoreati perché chi inquina paghi».