Sequestro convalidato per le opere realizzate sulla scogliera "privatizzata" delle Casette, nella zona di Quarto Caldo a San Felice Circeo. Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario ha dunque concordato con la tesi del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, che ha disposto la misura cautelare con un provvedimento urgente che è stato eseguito dai carabinieri forestali di Sabaudia, guidati dal luogotenente Alessandro Rossi, nella giornata di venerdì. A finire sotto chiave non è l'intera area di circa 1.400 metri quadrati concessa a una società di Roma nel 2008 (la concessione per la Procura è scaduta nel 2013 dato che non sono stati rinvenuti rinnovi), visto che si tratta di pubblico demanio. I sigilli sono stati apposti alle innovazioni ritenute illegittime. Si tratta, nel dettaglio, di paletti in ferro cementati in terra collegati fra loro con una catena, la scaletta utilizzata per la discesa e la salita dalla scogliera al mare, nonché la piscina, situata anch'essa sulla scogliera, oggetto di un intervento di rifacimento con malta cementizia e roccia.
Indagata nel procedimento è l'amministratrice della società di Roma, nei confronti della quale si ipotizzano l'occupazione e la realizzazione di opere abusive (violazioni al codice della navigazione). Per queste ultime, il Comune di San Felice Circeo nei giorni scorsi ha comunicato all'amministratrice della società anche l'avvio del procedimento previsto dal Testo unico dell'edilizia, dando alla stessa dieci giorni di tempo per presentare eventuali controdeduzioni. L'intera vicenda delle Casette non è passata inosservata, nelle scorse settimane, né ai cittadini né tantomeno ai politici. Diverse sono state le manifestazioni da parte dei cittadini, ma numerosi anche gli interventi di politici, locali e non solo. Tra questi, quello dell'associazione "Lapis", l'esposto del Movimento 5 Stelle, più volte presente alle Casette anche con il consigliere regionale Gaia Pernarella e l'onorevole Raffaele Trano, ma anche l'interrogazione presentata dai consiglieri comunali di minoranza del gruppo "Verso il Domani" all'amministrazione municipale.
Adesso, al netto di quello che sarà poi il corso giudiziario della vicenda, ci saranno aspetti amministrativi da chiarire. La concessione, secondo la tesi della Procura, risulta scaduta cinque anni fa. Ma anche la concessione originaria ha destato qualche perplessità. La stessa viene infatti definita dal sostituto procuratore «singolare», in quanto sarebbe stata rilasciata alla società in assenza di una «valida e logica motivazione e/o istruttoria» che potesse giustificare l'occupazione del bene demaniale in favore del privato, andando così a sottrarlo alla collettività.