Quando i poliziotti della Questura di Latina lo hanno controllato stentavano a credere ai loro occhi: un giovane migrante di 19 anni, proveniente dal Gambia, si era presentato all'ufficio immigrazione con una busta di marijuana in tasca. È finito direttamente in carcere per scontare una precedente condanna. emessa a suo carico dall'autorità giudiziaria.
L'episodio si è registrato nella giornata di giovedì tra gli uffici della Polizia di Stato nel capoluogo pontino e conferma la facilità con cui troppi giovani, tra i migranti arrivati in Italia col flusso di richiedenti asilo politico degli ultimi anni, siano finiti nelle mani di organizzazioni criminali che li sfruttano per i lavori sporchi. Come lo spaccio di strada, appunto.
Il ragazzo originario dell'Africa Occidentale non è ospite di un centro di accoglienza, ha dichiarato alle autorità italiane di non avere fissa dimora ma di vivere soprattutto a Roma. Giovedì in ogni caso si trovava a Latina dove si è rivolto all'ufficio immigrazione per rinnovare il permesso di soggiorno, ma non ci è dato sapere in che maniera intendesse regolarizzare la sua posizione nel nostro territorio. Da un primo controllo dei terminali però gli operatori della Questura hanno subito scoperto che lo straniero risultava ricercato: sulla sua testa pendeva un'ordinanza di carcerazione per una condanna a dieci mesi per spaccio. È scattata così la segnalazione alla Squadra Mobile per le pratiche del trasferimento dietro le sbarre della casa circondariale di Latina.
Quando gli investigatori del vice questore Carmine Mosca hanno preso in consegna il giovane migrante lo hanno perquisito, scoprendo appunto che in tasca nascondeva una bustina di marijuana. Come se nulla fosse si era presentato agli uffici della Polizia con la droga addosso, una visione a dir poco distorta dell'accoglienza che lo straniero si aspetta di meritare nel nostro Paese. Per il possesso della marijuana dovrà risponderne nelle opportune sedi.