Sono state pubblicate ieri le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi della difesa di Fabrizio Colletti, Salvatore Di Raimo, Pasquale Maietta, Paola Cavicchi, Fabio Allegretti, avverso l'ordinanza del Tribunale della Libertà che aveva parzialmente confermato le misure cautelari personali disposte dal gip di Latina. Secondo i giudici della Cassazione sia l'ordinanza originaria che quella del Tribunale del Riesame sono conformi ai principi che affermano l'esigenza di misure restrittive della libertà personale per particolari fattispecie, quali quelle contestate, appunto ai ricorrenti e che integrano «la professionalità nell'illecito, la pervicacia dimostrata e la provata spregiudicatezza pur a fronte della conoscenza i ispezioni in corso». Si legge ancora nella sentenza della Suprema Corte che l'applicazione delle misure «appare lineare, considerata la particolare natura e le specifiche modalità dei fatti contestati... è stato sottolineato come numerose circostanze consentivano di affermare che l'attività criminosa non fosse cessata.. elementi che consentivano di affermare che il sodalizio non si era interrotto nel 2015 allorché avvennero le cessioni di quote al Latina Calcio... così come veniva ritenuto sussistere il pericolo di inquinamento probatorio, attesa la capacità, emersa per tutti gli indagati del procedimento, di manipolazione dei documenti».