Sono iniziate  questa mattina intorno alle 7.30, puntuali come da programma, le operazioni di evacuazione della zona rossa di Formia per il trasporto e la successiva detonazione di un ordigno bellico che dovrà essere fatto brillare in una cava di Priverno. Sedicimila le persone che stanno lasciando le loro case per permettere il disinnesco dell'ordigno. In queste ore stanno raggiungendo il molo Vespucci gli sfollati di Formia. Un'evacuazione che si sta svolgendo con regolarità. Solo un paio di persone anziane non volevano lasciare la propria abitazione. È intervenuta di persona il sindaco Paola Villa insieme alle forze dell'ordine per convincerli.  Intanto al molo vespucci c'è chi si è già organizzato per trascorrere la giornata giocando a carte o leggendo un libro.

 A parlare delle operazioni è il colonnello Giuseppe Schiariti esercito italiano XXI genio guastatori che coordina l'operazione di bonifica dell'ordigno bellico: "Ci sono state sette riunioni per stabilire le procedure per procedere con la detonazione dell'ordigno. Si tratta di una bomba d'aereo di 230 chili, lanciata verosimilmente tra il 43 e 44 dopo lo sfondamento della linea Gustav da parte degli alleati. Quattro fasi per il disinnesco. Il rischio residio di esplosione esiste sempre anche se ormai ci sono procedure rodate che annullano praticamente il rischio di esplosione. La fase più pericolosa è il despolettamento che consiste nella rimozione della spoletta dell'ordigno. Dal momento in cui ci verrà dato il via libera, vale a dire quando sarà avvenuta l'evacuazione, un'ora e mezza per il despolettamento, quattro ore in sito, un'ora per il trasporto e un'altra per il brillamento in cava".