I campionamenti delle fibre di amianto sono risultati al di sotto dei limiti di legge, col pericoloso materiale che è risultato assente dai cumuli di rifiuti - combusti e non - ancora presenti all'interno del sito sequestrato di via Pontina Vecchia.

È questo quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti forniti dal Comune di Pomezia riguardo alla ex "Eco-X", ossia i capannoni distrutti da un incendio il 5 maggio 2017 e sottoposti a dei lavori di messa in sicurezza propedeutici a una bonifica che, allo stato attuale, sembrerebbe non sia ancora possibile per mancanza di fondi utili allo scopo.

A questo punto, però, una domanda nasce spontanea: cosa è stato fatto all'interno del sito?

Da piazza Indipendenza hanno spiegato che è stato messo a punto «l'incapsulamento a tappeto» di tutta l'area del sito di stoccaggio dei rifiuti devastato dal rogo di oltre due anni fa, comprendendo anche le altre strutture attigue ai capannoni.

Tale operazione è stata perfezionata con del liquido molto particolare di colore blu - dunque ben visibile anche da lontano - che serve a "bloccare" la possibile dispersione nell'ambiente di fibre libere di amianto.

«Buona parte dei cumuli dei rifiuti - hanno specificato dal municipio - è stata ricoperta da un telo di polietilene atto a preservarne il dilavamento a opera degli agenti atmosferici».

Chiaramente, tutte le operazioni messe a punto da una ditta specializzata incaricata dall'ente sono state eseguite sotto lo stretto e scrupoloso controllo della Asl Roma 6, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle procedure per il monitoraggio - ambientale e sul personale addetto ai lavori - delle fibre di amianto.

«La buona notizia - riferiscono ancora dal Comune, come accennato in precedenza - è che i risultati dei campionamenti delle fibre di amianto, effettuati dalla ditta esecutrice sia in ambiente esterno che sugli operatori addetti alle lavorazioni, sono risultati al di sotto dei limiti di legge e assenti nei cumuli di rifiuti».

Ora, con il sito che resta comunque sotto sequestro da parte della magistratura di Velletri, i lavori continueranno con lo svuotamento delle vasche di accumulo delle acque reflue e con la successiva creazione di un particolare sistema di stoccaggio delle acque piovane, che sarà realizzato grazie a dei serbatoi fuori terra.

A fare luce sul futuro, invece, è il sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà: «Quello sulle fibre è un dato positivo che ci rassicura sull'assenza di amianto all'interno del sito. Procediamo spediti per concludere la messa in sicurezza, primo passo fondamentale di un iter di bonifica per cui il Comune di Pomezia ha bisogno dell'aiuto di Regione e ministero».