L'ispettore capo Franco Zinni si è pentito. In carcere durante l'interrogatorio di garanzia e che si è svolto per rogatoria a Roma, ha pianto e ha manifestato l'intenzione di voler collaborare.  La sua scelta ha avuto già un primo effetto: la Procura nei prossimi giorni lo ascolterà nuovamente e saranno proprio i pubblici ministeri Valerio De Luca e Giuseppe Bontempo, titolari del fascicolo, ad interrogare Zinni per un altro step investigativo. L'agente che prestava servizio nella casa circondariale di via Aspromonte e che è andato in pensione dopo 38 anni, è accusato di corruzione per dei favori nei confronti di diversi detenuti e tutto questo in cambio di somme di denaro. La deposizione di Zinni potrebbe rappresentare un nuovo punto fermo nell'inchiesta. Il rischio sia per lui che per l'altro collega Gianni Tramentozzi, anche lui in servizio alla polizia penitenziaria e che è stato arrestato, è quello di finire in carcere per l'entrata in vigore del decreto spazzacorrotti una volta che la sentenza sarà definitiva.