Avevano acquistato prodotti per l'informatica da vari Paesi dell'Unione Europea, recuperando l'imposta sul valore aggiunto per circa otto milioni di euro.

È questo quanto emerso da una verifica messa a punto dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Sezione operativa di Pomezia su una società del territorio, scoprendo una presunta frode fiscale ai danni dello Stato italiano.

In particolare, stando a quanto reso noto attraverso le agenzie di stampa, nel corso del tempo è stata predisposta una attività di accertamento messa a punto dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha consentito di ricostruire come la presunta frode fosse stata articolata tramite delle sedi inesistenti delle diverse attività, ma anche occultando scritture contabili e indicando un legale rappresentante fittizio risultato irreperibile.

Una presunta frode che, stando alle ricostruzioni, ha coinvolto anche un commercialista e ha portato alla denuncia di quattro persone.

Diverse le tipologie di illeciti contestate: si va dall'omessa dichiarazione fino ai delitti in materia di documenti e pagamento delle imposte, passando attraverso l'occultamento e la distruzione di documenti contabili.

Per le persone coinvolte nell'attività di accertamento messa a punto dall'Agenzia delle Dogane e Monopoli sono state anche richieste misure cautelari reali e personali.