La solidarietà italiana dopo il terremoto che nel 2016 ha devastato Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto è stata straordinaria. Aiuti umanitari, volontari in azione giorno e notte per mesi, soccorso alle popolazioni: tutto è avvenuto nel modo più efficace possibile.
Ma l'Italia, si sa, è un Paese ricco di opere d'arte che quel terribile sisma ha rischiato di spazzare via per sempre. Per questo tre anni fa, dopo il salvataggio delle persone, è scattato quello dei beni storici, archeologici e artistici: fra i dipinti salvati c'è la tela dell'Annunciazione di Arquata del Tronto, prelevata dalla Chiesa della Santissima Annunziata dai vigili del fuoco e trovata in condizioni drammatiche. Occorreva restaurarla e, in questo caso, il soccorso è arrivato da Anzio: la Colgate Palmolive e i suoi dipendenti hanno infatti voluto finanziare il restyling dell'opera d'arte, riconsegnandola alla diocesi di Ascoli Piceno a maggio scorso.

Sabato prossimo, 16 novembre, sarà però possibile toccare con mano quello che la Colgate Palmolive e i lavoratori hanno fatto: per tutta la giornata, infatti, la tela sarà esposta nello stabilimento di Padiglione in occasione del 60esimo anniversario dell'apertura della fabbrica che garantisce occupazione a centinaia di famiglie del territorio.

L'evento prenderà il via alle 10.30, con l'esposizione che proseguirà fino alle 17: ad aprire la giornata ci saranno i saluti istituzionali dell'ingegner Michele Patete, direttore dello stabilimento Colgate Palmolive di Anzio, poi si passerà alla descrizione dei restauri. Ne parleranno gli attori del recupero, del finanziamento e del restyling stesso, dando prova di come sia stata essenziale la grande collaborazione fra l'industria, gli enti pubblici e quelli ecclesiastici per la riuscita dell'operazione.

All'appuntamento sono stati invitati i vescovi di Albano e Ascoli Piceno, Marcello Semeraro e Giovanni D'Ercole; il maggiore Carmelo Grasso del Nucleo carabinieri per il patrimonio; Graziella Roselli, dell'università di Camerino; Roberto Libera, del Museo diocesano di Albano; don Elio Navigari, dei beni ecclesiastici di Ascoli Piceno; don Nazzareno Gaspari, parroco di Arquata; i sindaci e i rappresentanti dei Comuni di Arquata del Tronto, Anzio, Nettuno e Aprilia.

L'opera restaurata, grazie alla concessione della Soprintendenza ai Beni culturali delle Marche e con la collaborazione dell'università di Camerino e della Diocesi di Albano, al termine della giornata di sabato sarà esposta per alcune settimane proprio nel Museo diocesano di Albano prima di tornare nella sua terra d'origine entro fine anno.