Un "mercato pazzo" dei certificati medici falsi per ottenere indennità di invalidità, porto d'armi, e anche per ottenere gli arresti domiciliari  dal carcere. Questo il sistema scoperto da un'indagine della Procura di Latina chiamata significativamente "Certificato pazzo", condotta dai carabinieri del Nas di Roma e di Latina, che ha portato questa mattina alle prime luci dell'alba all'esecuzione di 11 misure di custodia cautelare, così come disposto dal gip del Tribunale di latina, Giuseppe Cario. Nove le persone finite in carcere, due agli arresti domiciliari. 

Le ipotesi di reato, raccolte attraverso osservazione audiovisiva all'interno della struttura sanitaria del Csm, il centro salute mentale di Fondi, vanno dal falso ideologico alla truffa ai danni dello Stato, dalle false attestazoni e certificazioni all'interruzione di pubblico servizio. 

Questa mattina presso il comando provinciale dei carabinieri, il procuratore Carlo La Speranza, che ha operato con il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, ha illustrato, insieme al comandante provinciale dei carabinieri Gabriele Vitagliano, il comandante del Nas di Roma, il tenente colonnello Erasmo Fontana, e al capitano Felice Egidio del Nas di Latina, i dettagli dell'operazione. Un allarmante sistema corruttivo in cui era possibile rivolgersi a un medico di Fondi per ottenere certificazioni false, al costo di 40, 50 o 100 euro. Ottanta i carabinieri utilizzati, anche con l'intervento di elicotteri provenienti da Pratica Di Mare. Oltre 100 le armi sequestrate, che si sospetta siano state ottenute attraverso le certificazioni false. 

In carcere sono finiti il medico, Antonio Francesco Maria Quadrino, 60enne di Fondi e altre 10 persone, considerate i "rappresentanti" dei richiedenti. Ovvero coloro che si recavano presso il medico per conto di terzi. Si tratt adi Silvana Centra, di Terracina, Massimiliano Del Vecchio di Fondi, Stefania Di Biagio di Terracina, Antonio Di Fulvio di Nettuno, Bruno Lauretti di Terracina, Mary Lombardozzi di Fondi, Fausta Mancini di Itri e Tania Pannone di Fondi. Ai domiciliari invece Aldo Filippi, comandante dei vigili urbani di Monte San Biagio, e Tommaso Rotunno di Fondi. 

Settanta le persone denunciate a piede libero. Il procuratore La Speranza ha parlato della "punta dell'iceberg" che adombra dimensioni ben più inquietanti del fenomeno. Le indagini non sono concluse. I carabinieri indagheranno a ritroso per rintracciare tutti i certificati medici rilasciati dal medico di Fondi, rintracciando i beneficiari. Alcuni che con questo sistema hanno ricevuto benefici (come ad esempio l'indebito rilascio del porto d'armi) già si sarebbero presentati questa mattina in caserma per autodenunciarsi. 

L'attività investigativa, avviata nel 2018, si è originata da verifiche sulle procedure adottate in occasione di visite mediche ambulatoriali erogate a carico del SSN e/o in regime di libera professione da parte di medici esclusivisti in servizio presso l'ospedale "San Giovanni di Dio" e, in particolare, del C.S.M. (Centro di Salute Mentale) di Fondi (LT). Gli accertamenti, svolti attraverso servizi di osservazione, attività tecniche ed analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno fatto emergere, quale vertice di un radicato e diffuso sistema corruttivo, la figura di un dirigente medico psichiatra in servizio presso il C.S.M. dell'A.S.L. di Latina, con sede in Fondi (LT). Il predetto, in violazione dei doveri di pubblico ufficiale e dei principi di imparzialità ed indipendenza, riceveva indebitamente somme di danaro per compiere atti contrari ai propri  doveri. Tra questi, nello specifico, ha assunto particolare rilievo il rilascio sistematico di  certificazioni psichiatriche e medico-legali finalizzate a far ottenere ai pazienti (tutti consapevoli e interessati a fruire surrettiziamente dei benefici di legge) punteggi aggiuntivi per il raggiungimento di pensioni di invalidità o per il loro aggravamento, concessioni o benefici attribuiti dalla legge 104/1992 e per il rilascio o rinnovo del porto di fucile ad uso caccia. In tali condotte, il medico si avvaleva della complicità di un avvocato del Foro di Latina, di alcuni responsabili operanti presso patronati dell'area pontina nonché di intermediari, tutti destinatari di misure cautelari personali. Innumerevoli episodi sono stati oggetto di documentazione da parte del NAS in cui il citato dirigente medico, previo indebito compenso (mediamente 100 euro a pratica), redigeva false certificazioni senza l'esecuzione della visita al paziente, certificando false patologie o fittizi aggravamenti di malattie, agevolando anche la scarcerazione di detenuti o legittimando l'allontanamento dagli arresti domiciliari di soggetti sottoposti a tali misure. Nel medesimo contesto, sono stati rilevati casi di assenteismo da parte dello stesso sanitario che, in più occasioni, dopo avere abbandonato il posto di lavoro, disimpegnava incombenze di natura personale, attestando lo svolgimento dell'intero l'orario di lavoro e determinando sia il turbamento della regolarità di un pubblico servizio che un'indebita percezione stipendiale stimata in circa 2.000 euro. Nel corso della fase esecutiva odierna, operata con il supporto di 80 Carabinieri del Comando per la Tutela della Salute, dei Comandi Provinciali di Roma e Latina e del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, è stata data esecuzione anche a 11 decreti di sequestro preventivo, emessi a carico di altrettanti soggetti titolari di porto d'armi, il cui rilascio e/o rinnovo era stato ottenuto mediante la produzione di false certificazioni, rilasciate senza sottoposizione a visita medica, con contestuale ritiro cautelativo di 104 armi presso vari obiettivi nelle province di Latina, Roma e Caserta. Sono stati altresì deferiti alla Procura della Repubblica di Latina 70 utenti/pazienti per l'ipotesi di concorso nel reato di corruzione di pubblico ufficiale. Ulteriori accertamenti sono tuttora in corso verso varie direttrici investigative al fine di appurare l'eventuale sussistenza di altri benefici ottenuti con l'uso di false certificazioni mediche.