C'è stato un momento in cui si è rischiato uno scontro. Lo dice lo stesso Renato Pugliese quasi a metà della sua deposizione quando racconta di una storia con un commerciante. In questo caso i soldi in ballo sono 20mila euro. "La storia con questo commerciante alla fine si è chiusa perché ha pagato, altrimenti si andava alla guerra e in questo caso finiva male, ognuno si sarebbe visto le sue cose e in questo caso parliamo di storie pesanti".  Le storie hanno portato direttamente nel cuore del Tribunale di Latina. «Senta Pugliese, aveva rapporti con avvocati del Foro di Latina?» domanda il pubblico ministero Luigia Spinelli. La risposta è affermativa, anche qui si parla di altre vicende che si intrecciano: dal professionista che ha un fratello che aveva dei debiti e di cui sia Pugliese che Riccardo Agostino sono a conoscenza, ad un altro avvocato invece che doveva finire di pagare una boutique del centro di Latina e aveva un conto aperto. "Sapevamo che la moglie non aveva pagato un negozio di abbigliamento in centro e lui quando siamo andati, si è attivato risolvendo subito il problema, ci siamo anche incontrati e alla fine parliamo di 10-15mila euro. In un altro caso invece servivano i soldi per i carcerati come nel caso di una estorsione ad un altro avvocato. Agostino Riccardo - ha detto Pugliese - si portava uno dei figli di Armando e chiedeva qualcosa per i carcerati: 3-400 euro. E' successo con un avvocato che conoscevo da molto tempo e che ad un certo punto era arrivato al limite di andare a denunciare per la pressione che aveva ricevuto e voleva essere lasciato in pace". Alla fine il processo riprenderà il 7 gennaio quando sarà il turno di un altro collaboratore di giustizia: Agostino Riccardo e saranno ascoltati anche altri testimoni.